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Ecco via San Giacomo sicura, 17 mesi dopo: 22 paletti in strada, auto costrette agli slalom

Diciassette mesi dopo, via San Giacomo a Sagnino ha finalmente il suo asfalto fresco e il suo nuovo limite a 30 km orari. Dopo un calvario infinito, iniziato poco dopo la prima picconata - risalente addirittura alla metà del febbraio 2014 - il...

Diciassette mesi dopo, via San Giacomo a Sagnino ha finalmente il suo asfalto fresco e il suo nuovo limite a 30 km orari. Dopo un calvario infinito, iniziato poco dopo la prima picconata - risalente addirittura alla metà del febbraio 2014 - il secondo lotto di lavori comunali che rientravano nel Piano ministeriale per la sicurezza stradale (il primo ha riguardato viale Giulio Cesare) ha la sua sostanziale fine. Sagnino - dopo svariate proteste per il ritardo accumulato dal cantiere - ha dunque la sua via messa in sicurezza. Chissà, però, se i residenti della zona erano effettivamente pronti all'aspetto finale nel concreto. Non che il progetto illustrato a suo tempo da Palazzo Cernezzi non fosse genericamente indicativo del risultato finito, visto che si parlava espressamente della realizzazione di "restringimenti puntuali in serie, con paracarri flessibili a protezione delle bande a privilegio pedonale nel tratto compreso fra le due intersezioni con via Conti Reina, per favorire stili di guida adeguati all'uso condiviso dello spazio stradale da parte di veicoli e pedoni".

Detto questo, il paragrafo uscito dalle tavole tecniche e diventato realtà offre in questi primi giorni di riapertura completa al traffico un colpo d'occhio piuttosto curioso. Lungo tutta via San Giacomo, infatti, sono comparsi ben 22 paracarri complessivi, a destra e a sinistra della carreggiata, senza alcun altro elemento accessorio (non esiste marciapiede, per esempio). Una distesa a perdita d'occhio di paletti piazzati sostanzialmente sulla strada, capaci di restringere nettamente la sede stradale sfruttabile dalle auto e certamente implacabili in caso di pur microscopica disattenzione alla guida. Uno stato di fatto che, essendo la via a doppio senso di marcia, obbliga a non rari slalom le vetture che si incrociano, infilandosi a turno tra un paracarro e l'altro e creando - a dire il vero, come da obiettivo del Comune - un senso unico alternato effettivo pur in una via percorribile in entrambe le direzione. Sarà soltanto questione di abitudine, chissà. Ma l'effetto constatato dal vivo - oltre all'impatto estetico non proprio irresistibile di quella lunghissima infilata di "birilli" - lascia qualche perplessità.

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