Cronaca

E alla quinta ora consecutiva di questua e fisarmonica doppia, il cittadino esplose

Alla quinta ora consecutiva non ce l'ha fatta più e ci ha inviato una foto. Va compreso, per molti aspetti, l'abitante della zona adiacente la stazione San Giovanni: al di là dei gusti personali, 300 minuti circa di fisarmonica doppia sparata...

E alla quinta ora consecutiva di questua e fisarmonica doppia, il cittadino esplose

Alla quinta ora consecutiva non ce l'ha fatta più e ci ha inviato una foto. Va compreso, per molti aspetti, l'abitante della zona adiacente la stazione San Giovanni: al di là dei gusti personali, 300 minuti circa di fisarmonica doppia sparata nelle orecchie di residenti, passanti, negozianti e turisti non sono uno scherzo, nemmeno in una zona un po' defilata. Il tutto - dalle 15 alle 20 di ieri - "condito" dall'incessante ammiccamento pro-questua, può effettivamente diventare un problema. Pratico e di coesistenza, prima di tutto, per chi "deve" ascoltare la sinfonia - foss'anche quella di uno Stradivari cremonese: ma 5 ore son 5 ore. E poi c'è l'altro tema: per questi artisti di strada, definizione comunque generosa e che forse andrebbe delimitata con più dettaglio, il limite dei 60 minuti massimi nello stesso posto ieri non è valso per niente.

pianista-multa-5giu15-4Eppure il nuovo regolamento per l'occupazione del suolo pubblico è chiaro in questo senso. Tanto che, per questa mancata osservanza, sebbene non soltanto per questa mancata osservanza, il famoso pianista-furbetto-fuori posto è incappato in ripetute multe. Sacrosante, spesso, al di là dei comprensibili furori popolari. Però - e questo alla fine è il vero nocciolo del problema - è proprio la mancata uniformità d'azione nei confronti di situazioni simili che ingenera le reazioni eccessive, in un senso o nell'altro, dei cittadini. Non avere con costanza un modello certo di riferimento da parte dell'amministrazione e, di rimando, dei vigili, presta il fianco alla legittimazione di ogni singola opinione su ogni singolo caso, rendendo vane anche le buone intenzioni di regolamenti, multe o applicazioni del buonsenso. Tutte cose destinate, senza una coerenza di intervento degli amministratori o dei loro bracci operativi, ad alimentare un quadro di episodicità ed estemporaneità che ingenera confusione e proteste poi difficili da contestare.

Ecco, forse - tra pianisti, fisarmoniche e nacchere - se il motore del buonsenso cominciasse ad alimentare con omogeneità l'applicazione di norme e leggi ovunque, da piazza Volta alla stazione San Giovanni che accoglie il mondo a Como, il passo avanti sarebbe notevole per tutti.

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