Droga dello stupro sequestrata all'aeroporto di Malpensa

Un arresto e otto denunciati: è il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza di Varese che ha sequestrato all'aeroporto di Malpensa flaconi contenenti GBL, la cosiddetta droga dello stupro, per un totale di 8,5 chilogrammi. Parte di...

Un arresto e otto denunciati: è il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza di Varese che ha sequestrato all'aeroporto di Malpensa flaconi contenenti GBL, la cosiddetta droga dello stupro, per un totale di 8,5 chilogrammi. Parte di questa sostanza era indirizzata a un cittadino italiano di 37 anni residente a Foggia. Altri flaconi, invece, erano diretti a Milano e Palermo.

Per settimane i militari hanno sottoposto ad accurato controllo diverse spedizioni postali provenienti dalla Polonia e dalla Spagna destinate a diversi cittadini italiani.

Ad insospettire le Fiamme Gialle ed i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Malpensa è stato il rinvenimento, ancora una volta, di alcuni flaconi contenenti una sostanza risultata essere il tristemente noto gamma-butirrolattone (GBL), comunemente detto “droga dello stupro”.

Utilizzato come solvente industriale per la produzione di plastica e pesticidi il GBL, una volta assunto, viene metabolizzato dall’organismo determinando effetti simili all’ecstasy.

Le conseguenze dell’utilizzo di tale sostanza sono ormai di dominio pubblico: per lo più infatti viene usato per essere versato di nascosto nel bicchiere della vittima e può causare sonnolenza, moltiplicare gli effetti dell’alcol facendo perdere i freni inibitori e soprattutto provocando una vera e propria amnesia relativa alle ore successive all’assunzione, una combinazione che consente allo stupratore di compiere violenza senza poi poter essere riconosciuto o denunciato alle Forze dell’ordine.

Questa droga ha effetto in 30-45 minuti e gli effetti collaterali sono molti: dall’insufficienza respiratoria alle convulsioni, fino al coma ed alla morte.

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