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Dopo la "dittatura Libeskind", nei quartieri nascono le Assemblee di zona

A voler essere cattivi, viene da pensare che dopo la vicenda Libeskind - al centro di mille polemiche per i metodi della giunta giudicati da molti troppo autoritari e per le 4.200 firme raccolte dal Comitato referendario che probabilmente non...

A voler essere cattivi, viene da pensare che dopo la vicenda Libeskind - al centro di mille polemiche per i metodi della giunta giudicati da molti troppo autoritari e per le 4.200 firme raccolte dal Comitato referendario che probabilmente non sortiranno alcun effetto pratico - abbia stimolato nella maggioranza consiliare di Palazzo Cernezzi la volontà di lavarsi la coscienza. Ma comunque, se ormai la questione del monumento si può considerare "andata", lunedì sera il consiglio comunale ha approvato la "resurrezione" delle Circoscrizioni, sebbene in versione light. Lo strumento è il nuovo "Regolamento per le pratiche partecipative", nome che dopo la "battaglia della diga" certamente qualche sorriso può strappare. Ma il contenuto ora offre comunque nuovi luoghi ai comaschi per confrontarsi, dibattere, proporre idee e soluzioni ai problemi dei quartieri. Il tutto con un riconoscimento istituzionale da parte del Comune.

Inutile dire che il potere reale delle neonate Assemblee di zona - questo il nome degli "organismi di partecipazione democratica" - è pressoché nullo: si tratta, volendo semplificare, di spazi civici senza connotazioni politiche (questo poi lo si vedrà in pratica,ndr), a cui i cittadino potranno partecipare a titolo totalmente gratuito, che però, se raggruppanti almeno 25 persone (a monte serve però la raccolta di 50 firme per le zone con meno di 5mila residenti, 200 per quelle sopra la stessa soglia) possono diventare un'interfaccia tra gli abitanti e il Comune. Bella idea, aggiungiamo noi, che però nella realtà delle passate circoscrizioni è sempre rimasta poco più che un'aspirazione, inutile nasconderlo.

Le zone individuate sono 8: Albate-Muggiò-Trecallo; Lora; Como Sud (Breccia, Camerlata, Prestino, Rebbio); Camnago Volta; Como Borghi e San Martino; Como Nord (Monte Olimpino, Ponte Chiasso, Sagnino, Tavernola); Garzola e Civiglio.

Come in tutte le assemblee, è prevista l'individuazione di un coordinamento ristretto di 9 membri e di un referente.

Interessante il capitolo dedicato alle Assemblee tematiche, quelle che nel caso di Libeskind sarebbero probabilmente balzate agli onori delle cronache. A questi organismi, infatti, è attribuita l'organizzazione di "momenti propositivi, consultivi e di istanze partecipative dove i cittadini, singolarmente o in forma aggregata, sono chiamati a manifestare direttamente le proprie idee per la città. Sono momenti informativi e di confronto su temi specifici per favorire il contatto diretto tra i cittadini e gli amministratori al fine di giungere a scelte il più possibile condivise".

I dettagli sono molti altri - e per quelli vi invitiamo a cliccare il documento completo in fondo - ma un giudizio finale è inevitabile. Il regolamento, pur con qualche coloritura lessicale e concettuale vagamente sovietico, è ben fatto; lo spirito dell'iniziativa è oggettivamente lodevole e nobile; sui risultati pratici della novità, ci sia concesso esprimere uno scetticismo profondo. Molto profondo. Cliccando qui avete il Regolamento in forma integrale.
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