Dogana di Ponte Chiasso: in un anno scoperti 5 milioni e mezzo di euro non dichiarati

Per nasconderli, messi in campo i trucchi più bizzarri

C'è chi si limita a nascondigli più tradizionali, come il vano portaoggetti dell'auto o il doppiofondo del trolley, e chi si inventa sistemi più personali, come occultare il denaro addosso, fra gli indumenti intimi. E chi cerca trucchetti più sofisticati, come far passare un furgone portavalori che già nella bolla indica una cifra lecita di svariati milioni, aggiungendo solamente un paio di mazzette, sperando che nessuno abbia la pazienza di stare a contarli.
Sono soltanto alcuni degli stratagemmi che i finanzieri e le agenzie delle dogane che separano l'Italia dalla Svizzera si sono trovati ad affrontare nel 2019. Solo a Ponte Chiasso, i funzionari della SOT, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno fermato al valico circa 5 milioni e mezzo di euro, tra denaro contante e titoli al portatore, il tutto non dichiarato.

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In molti di questi casi, fondamentale l'intervento del cash dog Derek, il lupacchiotto in forza alle Fiamme Gialle, addestrato a riconoscere l'odore delle banconote anche a notevole distanza. Di fatto il suo lavoro, e quello dei colleghi umani, ha permesso allo Stato Italiano di incassare direttamente 153 mila euro a titolo di oblazione diretta e di confiscarne oltre un milione, cioè l'eccedenza tra quanto lecitamente trasportabile e quanto invece trovato in possesso dei soggetti, in attesa di ulteriori accertamenti.
Perché, va ricordato, il problema non è soltanto l'illecito in sé, ma è lo scopo per cui si portano questi soldi oltre confine - cioè spesso l'evasione fiscale - o la causa – di solito il fatto che siano proventi di guadagni illeciti, come il riciclaggio di denaro.

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