Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

In dogana con la macchinetta conta-soldi e 100mila euro: fermato, ma ci riprova

Bloccato e multato alla dogana per due volte nel giro di poche ore: trasportava denaro in contante non dichiarato. Non pensava certo che tra le migliaia di veicoli in transito al valico toccasse nuovamente a lui essere controllato: del resto con...

Bloccato e multato alla dogana per due volte nel giro di poche ore: trasportava denaro in contante non dichiarato. Non pensava certo che tra le migliaia di veicoli in transito al valico toccasse nuovamente a lui essere controllato: del resto con la sua autovettura, in arrivo dalla Svizzera, era già stato ispezionato poco prima dai finanzieri dello stesso valico che per giunta gli avevano trovato 101mila euro in contanti non dichiarati. Invece è incappato nel secondo controllo in poco meno di un'ora che gli è costato una seconda sanzione per il trasporto di 26mila euro in contanti non dichiarati. E' accaduto al valico autostradale di Brogeda dove ieri mattina si è presentato un sessantacinquenne cittadino svizzero, residente a Basilea, che - proveniente dalla Svizzera - alla domanda di rito dei finanzieri, insisteva di non aver né merci né valuta da dichiarare. Proprio l'inusitata insistenza dell'uomo ha suggerito ai militari di procedere ad un rapido controllo dell'autovettura e, in bella mostra al centro del portabagagli, è apparsa subito una macchinetta conta-soldi.

Immediato, a quel punto, un approfondimento del controllo in atto, nel corso del quale, all'interno di uno dei vani portaoggetti collocati al di sotto del pavimento dei sedili posteriori della sua Ford Kuga, sono spuntate tre sacche in pelle con cerniera contenenti ciascuna banconote per circa 25mila euro e una quarta sacca con 26mila euro, per un totale di 101mila euro.

Del denaro trasportato illecitamente (ovvero quello eccedente i 9.999 euro), superiore alla soglia per la quale è consentita l'oblazione (40mila euro), in collaborazione con i funzionari doganali, ne è stato sequestrato immediatamente il 50%, per un importo di 45.500 euro, in attesa che il Ministero dell'Economia e delle Finanze definisse la sanzione da applicare al trasgressore, variabile dal 30 al 50% della somma irregolarmente trasportata. Curiosamente, al termine della verbalizzazione, il cittadino svizzero invece di proseguire il viaggio verso l'Italia, senza dare ulteriori spiegazioni, ha chiesto ai militari di poter invertire la marcia al valico, per fare rientro nel Paese di origine. Circa un'ora dopo, l'uomo si è ripresentato presso lo stesso valico, ancora proveniente dalla Svizzera, protestando questa volta, all'alt intimato dal finanziere, non solo perché non aveva nulla da dichiarare, ma anche perché si sentiva "perseguitato" dalle autorità italiane giacché era passato da lì poco prima ed era stato già controllato e verbalizzato.

A nulla sono valse le sue proteste dal momento, peraltro, che sempre nel portabagagli dell'auto era ancora collocata la stessa macchina conta-soldi. Naturale è quindi parso ai finanzieri operanti cominciare le ricerche dallo stesso vano che conteneva i 101 mila euro della verbalizzazione precedente.Anche in tal caso era presente una busta in pelle analoga a quelle del primo controllo, ma con impressa la sigla di un istituto di credito tedesco, contenente 26.450 euro in contanti. Questa volta, secondo quanto previsto dalla vigente normativa valutaria, il transitante ha potuto estinguere immediatamente la violazione commessa (cd. oblazione) attraverso il contestuale pagamento in misura ridotta, nelle mani dei funzionari doganali, della somma di ? 2.468, pari al 15% del denaro contante non dichiarato eccedente la franchigia di 9.999 euro.

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