Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Documento-bomba di Gagliardi: "Pd tra feudi e stanchi rituali, visto come un carrierificio"

"Circoli, inclusione, pluralità, confronto, comunità, informazione, competenze, formazione, trasparenza, rinnovamento. Queste sono le parole che abbiamo pensato come ideali titoli della nostra idea di rilancio del Pd provinciale di Como...

Gagliardi: "Mi candido alla segreteria Pd". Sfida (con stroncature) a Fanetti e Orsenigo

"Circoli, inclusione, pluralità, confronto, comunità, informazione, competenze, formazione, trasparenza, rinnovamento. Queste sono le parole che abbiamo pensato come ideali titoli della nostra idea di rilancio del Pd provinciale di Como, sintetizzato nel termine di Circolando". Inizia così, in maniera apparentemente neutrale e molto politica, il lungo documento programmatico (in versione integrale e più lunga rispetto a quella postata su Facebook) messo a punto dal candidato segretario provinciale del Pd, Riccardo Gagliardi, sfidante dell'altro "papabile" in corsa Angelo Orsenigo. Ma, nello scorrere le molte righe dello scritto, non mancano passaggi forti, persino fortissimi. A partire - paradossalmente - dalle firme finali che seguono quella dello stesso Gagliardi e che rivelano il gruppo che appoggia ufficialmente la sua candidatura per il dopo-Savina Marelli. Con l'attuale numero due del Pd comasco, infatti, troviamo i due parlamentari dem, Chiara Braga e Mauro Guerra, i due consiglieri delegati in Provincia, Mirko Baruffini e Guido Rovi, nomi di spicco e radicati sul territorio tra i quali Franca Anzani, Rosangela Arrighi, Stefano Ballabio, Filippo Di Gregorio, il sindacalista Cgil e componente dell'Assemblea nazionale del partito, Giacomo Licata, e poi altri nomi noti e notissimi del centrosinistra lariano, dai segretari di circolo Luciano Nettis, Giuliana Casartelli, Gabriele Gisolini, Alessandra Pusterla e Viviana Seveso, passando per il segretario dei Giovani Democratici Edoardo Pivanti, finendo con Bruno Galati, l'ex senatore Luciano Forni, Franco Fragolino, Roberta Sfardini e l'ex segretario Cisl, Fausto Tagliabue.

Detto del battaglione pro-Gagliardi, ecco subito un'affermazione definitiva - almeno dal punto di vista del candidato - su come dovrà essere scelto il nuovo numero uno del Pd in provincia: "L'indizione di un congresso straordinario il suo più naturale sbocco. Esso è infatti lo strumento che risponde al meglio alla necessità di un ampio e trasparente confronto fra gli iscritti, in cui si possano mettere in competizione e, appunto, "in circolo", idee e opzioni diverse sulla situazione e prospettive del partito democratico nella nostra provincia". In prospettiva - ecco un altro passaggio "piccante" - Gagliardi afferma che è "fondamentale coinvolgere e ridare entusiasmo agli iscritti, esaltando il significato e peso della loro militanza" che "non può, quindi, limitarsi a una pur lodevole manovalanza nell'attaccare manifesti, distribuire i volantini o organizzare primarie".

pd-gaffuri-marelliMa è a questo punto che l'analisi pre-congressuale del candidato alla segreteria affida alla carta uno dei passaggi più duri, parlando di cosa è ai suoi occhi il Pd oggi: "La realtà di oggi ci consegna purtroppo un'altra immagine di partito, chiuso nei propri stanchi rituali e nella difesa di feudi sempre più ristretti, incapace e tardivo nel rispondere alle dinamiche politiche, con una ancora non sufficiente capacità di elaborazione autonoma di temi da fare propri. E' arrivato il tempo di un cambio, di un cambio autentico verso il partito democratico che abbiamo sempre immaginato: aperto, plurale, inclusivo, attento a saper cogliere gli sviluppi della società, chiaro nei suoi meccanismi di partecipazione e di decisione".

gagliardi-lariopoldaTema ripreso anche in un successivo passaggio dedicato al rinnovamento del partito: "C'è poi la questione del rinnovamento. Il Pd non rappresenta, soprattutto per l'elettorato giovanile, il partito di riferimento; negli stessi organismi del partito a Como fa fatica ad emergere una classe dirigente nuova, che trova invece nell'impegno amministrativo spesso un naturale alveo in cui incanalarsi. La presenza dei giovani dentro gli organismi di partito non è un vessillo da sbandierare in nome di un rinnovamento solo formale o di un vuoto giovanilismo, ma una vera e propria scommessa sul futuro. Se non abbiamo il coraggio di investire come PD sui giovani che oggi militano nel nostro partito a tutti i livelli significa negare la possibilità di dare una prospettiva al nostro partito e di responsabilizzare le giovani generazioni". E come non bastasse, ecco la terza scudisciata: "Ci impegneremo perché il PD sappia cogliere il rinnovamento agendo innanzitutto dal proprio interno e smentendo nei fatti l'idea molto diffusa anche a livello locale che il Partito sia un carrierificio, legato più ad appartenenze a correnti che al merito, uno strumento per ottenere privilegi, uno spazio da occupare con metodi discutibili e poco democratici che affievoliscono il desiderio di partecipazione riducendolo alla rassegnazione".

Affrontato esplicitamente anche il tema delle difficoltà di finanziamento delle attività politiche del Pd, per cui - oltre al classico tesseramento - Gagliardi ipotizza "campagne informative, iniziative politiche sui temi locali e nazionali o anche semplici eventi di aggregazione. Reperire fondi al di fuori del tesseramento è un'altra finalità da porsi: pensiamo di creare un gruppo permanente che oltre a valutare modalità e campagne di raccolta di sottoscrizioni e contributi volontari, si occupi di coordinare le diverse Feste democratiche/dell'Unità, prendendo spunto da quelle esperienze di maggior successo".

Insomma, un documento tutt'altro che di mera programmazione ma denso di spunti aspri e destinati a incendiare il sempre più probabile congresso provinciale del partito. Ora si attende solo la risposta dello sfidante, Angelo Orsenigo, finora più silente che mai rispetto al concorrente. Cliccando qui potete leggere il documento integrale.

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