Dirigenti arrestati, Ceruti (M5S): "Lucini e la giunta si dimettano". La Lega: "Commissariare"

A poche ore dai clamorosi arresti dei due ex dirigenti delle paratie (e tuttora dirigenti dei settori Strade e Opere pubbliche), Pietro Gilardoni e Antonio Ferro, si è già scatenata anche la polemica politica per le pesantissime conseguenze che...

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A poche ore dai clamorosi arresti dei due ex dirigenti delle paratie (e tuttora dirigenti dei settori Strade e Opere pubbliche), Pietro Gilardoni e Antonio Ferro, si è già scatenata anche la polemica politica per le pesantissime conseguenze che l'indagine della Procura di Como ha e potrà avere sull'amministrazione Lucini. Doppio il fronte già aperto sia dai Cinque Stelle sia dalla Lega Nord.

Pesante anche la Lega Nord, attraverso un comunicato del segretario cittadino Alessandra Locatelli. ""Le gravissime vicende di oggi, che vedono coinvolti due dirigenti del comune di Como e altre persone per presunta turbativa d'asta, corruzione, condizionamento attraverso mezzi fraudolenti, carenze e omissioni, sono un sintomo evidente che qualcosa a Como va cambiato dal profondo".

lucini-maroni-convenzione-paratie-2 "Como - spiega Locatelli - è una città ormai deturpata, dissanguata e torturata dagli interventi inutili di chi coltiva unicamente i propri interessi. Chi ha sbagliato e ha commesso reati gravi come quelli elencati nei capi d'imputazione a carico dei funzionari e degli altri arrestati, deve pagare. A causa del blocco dei lavori sono stati anni tormentati per il nostro lungolago e questa situazione, ormai diventata insostenibile, ha portato ad un epilogo che non ci stupisce affatto. Qualcuno ha tradito Como. Adesso è tempo di voltare pagina. I grandi progetti deve portarli avanti chi ha una struttura più solida e, soprattutto, più sana di quella che il comune di Como, attualmente, può vantare". Il riferimento pare alla Regione Lombardia, il cui intervento diretto per commissariare il cantiere era già stato chiesto lunedì in aula anche dal consigliere lumbard Diego Peverelli.

"Dobbiamo restituire alla città - conclude il segretario del Carroccio - il tempo perso e la sua identità. Per farlo è necessario che l'attuale amministrazione si faccia da parte. I cittadini di Como assistono da troppo tempo impotenti ad un lento ed inesorabile declino. Dopo lo scandalo della terza variante del progetto che riguarda le paratie che ha coinvolto tutta la giunta comunale e che ha bloccato ulteriormente le sorti del lungolago, dopo aver visto negli ultimi mesi avvicendarsi inutili lavori in varie zone della città e la superficialità con la quale sindaco e assessori si rapportano alla cittadinanza, riteniamo che Como meriti di più".

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