Cronaca

Dipendenti delle farmacie comunali "esodate": l'amministrazione le reintegra

Il caso delle farmaciste comunali, licenziate dalle farmacie di Sagnino e Muggiò dopo che queste erano state vendute dal Comune ad acquirenti privati, non è ancora giunto al termine. Una sentenza del Tribunale di Como ha disposto che le farmaciste...

Il caso delle farmaciste comunali, licenziate dalle farmacie di Sagnino e Muggiò dopo che queste erano state vendute dal Comune ad acquirenti privati, non è ancora giunto al termine. Una sentenza del Tribunale di Como ha disposto che le farmaciste vengano reintegrate nell'organico del Comune di Como. L'amministrazione, però, ha deciso di ricorrere in appello. Ma intanto deve reintegrarle. Le due donne torneranno in servizio a Palazzo Cernezzi. Per loro è stata aperta la procedura di mobilità.

La vicenda è amministrativamente e giuridicamente abbastanza complessa. Cerchiamo di sintetizzarla in poche righe. A suo tempo il Comune vendette le farmacie alla Como Servizi Urbani (società di fatto partecipata dalla sola amministrazione comunale). Quindi le due farmaciste passarono alla dipendenza di CSU. Quando CSU, sotto la giunta del sindaco Mario Lucini, ha venduto le farmacie ai privati, le due dipendenti sono state assunte dagli acquirenti ma sono poi state licenziate. Secondo la difesa delle farmaciste il Comune deve reintegrarle in servizio perché, in poche parole, godono delle tutele professionali dei dipendenti comunali di ruolo e grado equivalente. Così anche secondo la sentenza del Tribunale di Como. Si attende ora di conoscere la decisione della Corte d'Appello.

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