Cronaca

Dibattito Libeskind, tutti gli interventi del pubblico

Circa un centinaio di persone ieri pomeriggio hanno riempito la sala della Biblioteca di Como per assistere alla presentazione ufficiale dell’opera donata alla città dall’archistar Daniel Libeskind. Acceso e partecipato il dibattito con il...

Libeskind-Sergio-Beretta

Circa un centinaio di persone ieri pomeriggio hanno riempito la sala della Biblioteca di Como per assistere alla presentazione ufficiale dell'opera donata alla città dall'archistar Daniel Libeskind. Acceso e partecipato il dibattito con il pubblico presente in sala.

La prima a intervenire è stata Fiammetta Lang, storica presidentessa dell'associazione Italia Nostra, : "Quello che mi rende più perplessa è la localizzazione dell'oggetto, vorrei anche sapere se sono state fatte delle prove geotecniche sul materiale di fondazione". Al di là delle numerose critiche e perplessità che sono state espresse non sono mancati gli apprezzamenti e i pareri positivi sull'opera di Libeskind come quello dell'architetto comasco Michele Bollini: "Sono molto favorevole alla realizzazione dell'opera. In questi giorni ho fondato su facebook un gruppo per aprire un dibattito. Il fatto di avere un grande architetto che ci regala un' opera ha suscitato in me un grande senso di gratitudine da esternare anche sui social media. Inoltre sono molto contento che a Como si apre un nuovo cantiere".

Quest'ultima affermazione ha suscitato l'ilarità e lo sgomento del pubblico presente in sala che non ha certamente condiviso questa presa di posizione. Sergio Beretta ha espresso alcune perplessità sullo sviluppo della progettazione dell'opera mentre Fulvio Valsecchi ha voluto avere delle delucidazioni sulla possibilità o meno di avere insegne pubblicitarie sull'opera: "In che modo è stato stimato il valore del brand Como?". L'architetto Cosenza, dirigente del Comune di Como, ha prontamente risposto che non è previsto alcun tipo di pubblicità e che il valore della sponsorizzazione coinciderà con il valore dell'opera. "A volte è necessario lasciare un segno della propria epoca - ha commentato Claudio Fontana - Non è il caso di creare i guelfi e i ghibellini su una questione di questo tipo. Flavio Corti, architetto e storico ex dirigente del Comune di Como: "Anche per quest'opera sono convinto che si debba fare una dima. Quello che va pensato meglio è l'ubicazione dell'opera che per esempio potrebbe sorgere in Largo Ramelli, un posto che non è ancora stato preso in considerazione".

Una presa di posizione indignata è stata quella di Isabella Aresio: "Chi si assumerà la responsabilità di risarcire la cittadinanza?" Un chiaro riferimento a quello che la città di Como sta ancora subendo per il caso delle paratie. Interessante e pieno di spunti è stato l'intervento dell'architetto Marco Longatti: "L'operazione nell'insieme è parassitaria. Si tratta di un monumento non richiesto e parassitario. Sono deluso dall'opera proprio perché sono un estimatore di Libeskind e credo che in questo caso sarà il paesaggio a incorniciare il monumento". Critico e provocatorio il commento di Giampiero Ajani: "Questo progetto non passerà in consiglio comunale ammesso sempre che l'opera si farà". Favorevole invece Alberto Valli: "Sono convinto che questo monumento potrà diventare un nuovo simbolo per la città e una forte attrazione turistica".

Luigi Brambilla: "Clooney continua a essere l'unica attrazione per Como. Sarebbe meglio sistemare i giardini a lago e la fontana di Viale Geno. Non mettiamo la Gioconda in un porcile." Importante l'intervento di Daniele Brunati degli Amici di Como: "L'opera di Libeskind si inserisce all'interno di un progetto molto più grande. A breve partirà la campagna promozionale turistica per la città, Como a 220 volt, che ci accompagnerà fino a Expo". Favorevole anche Roberto Cassani, presidente del Consorzio Como Turistica: "Con quest'opera stiamo facendo un passo verso il futuro".

Ironico il commento del giovane Luigi Passera: "Credo che sia una figata pazzesca. I privati pagano tutto e noi ci facciamo anche delle domande".

"Quando si discute di arte è normale che sorgano delle polemiche - ha spiegato il consigliere comunale Luigi Imperiali - Abbiamo il dovere di scegliere, ci avete votati per questo".
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