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Dialogo Pd-Ncd, su Fanetti il fuoco amico di Rovi: "No ad alleanze inopportune"

Si è "nascosto" come un soldato in missione speciale tra i commenti a questo articolo. Ma a dispetto della boscaglia con cui ha mimetizzato il suo pensiero, il consigliere comunale del Pd, Guido Rovi, ha sostanzialmente cannoneggiato sulle prove...

Si è "nascosto" come un soldato in missione speciale tra i commenti a questo articolo. Ma a dispetto della boscaglia con cui ha mimetizzato il suo pensiero, il consigliere comunale del Pd, Guido Rovi, ha sostanzialmente cannoneggiato sulle prove di pace avviate tra il segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti, e la capogruppo di Nuovo Centrodestra, Laura Bordoli. La vicenda è nota: il dirigente dei dem sta tentando un'intesa su un ancora non meglio specificato "importante tema della città" con il gruppo di opposizione a Palazzo Cernezzi (ma non a Roma e a Villa Saporiti). Un dialogo ancora abbozzato ma che già ha prodotto la condanna di un altro consigliere Ncd, Enrico Cenetiempo, che ha parlato addirittura di scenario da "mal di stomaco". E ora, ecco il fuoco amico su Fanetti dall'interno del Pd.

"In effetti non si capisce su che base politica si dovrebbe trovare un accordo con NCD o una sua parte - ha scritto Guido Rovi - Nei fatti l'opposizione spesso con l'ostruzionismo più forte è venuta proprio da quel gruppo (le due sedute da 12 ore nel bilancio preventivo 2014 che ci hanno incollato fino a mattina inoltrata ai banchi del Consiglio per fare un piccolo esempio)".

laura-bordoli-1 "Non che alcune riflessioni politiche da parte di Laura Bordoli non siano state consivisibili da parte mia, penso per esempio sul tema del progetto Trevitex - ha aggiunto il consigliere ex civatiano dei dem - ma su tanti altri temi cari alla consigliera è evidente che c'è stata una distanza abissale tra la giunta (e quindi anche PD e larga parte della maggioranza) e quanto proposto dal gruppo di NCD in Como città (pensiamo all'ampliamento ZTL e al rifacimento delle piazze e all'infopoint del Broletto). Un'alleanza si basa su valori condivisi e soprattutto su una visione comune di città. Se questo non avviene ci troviamo davanti ad una collaborazione, collaborazione istituzionale però, ben accetta, purché chiara nei suoi contenuti e finalità. Tutti i consiglieri sono a disposizione per lavorare in base alla loro sensibilità per il bene della città, ma da qui a fare un'alleanza con chi ha fatto - giustamente il suo ruolo di opposizione sui ciascun singolo tema, mi pare quantomeno inopportuno".

Insomma, per quanto ancora in fase embrionale, il ponte lanciato dal Pd verso il campo opposto sembra già piuttosto minato.

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