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De Feudis e i veti incrociati: la nomina che fa litigare il centrosinistra

Nessuno l'avrebbe detto mai (giustamente, per molti versi) eppure domani una tranquilla seduta di consiglio comunale rischia di diventare scoppiettante e forse più. Tutto nasce, in realtà, giovedì scorso quando l'aula doveva votare la nomina del...

Nessuno l'avrebbe detto mai (giustamente, per molti versi) eppure domani una tranquilla seduta di consiglio comunale rischia di diventare scoppiettante e forse più. Tutto nasce, in realtà, giovedì scorso quando l'aula doveva votare la nomina del componente per la Consulta cittadina dello sport, "tavolone" di confronto tra i vari soggetti del settore. Un passaggio, come è facile intuire, che in sé non avrebbe nulla di particolarmente drammatico, tanto più che non sono previsti compensi, riflettori o onori di particolare sorta. Eppure, il centrosinistra tre giorni fa è andato nel pallone.

Questo perché qualche settimana fa, quando sindaco e gruppi si trovarono per definire l'uomo giusto, l'unica candidatura formalmente avanzata fu quelle del consigliere Pd Vito De Feudis. Ne aleggiò anche una seconda, a dire il vero, quella di Mario Forlano (Como Civica) il quale però ritirò volontariamente e con l'accordo di tutti la propria candidatura per impegni (reali) personali e per lasciare anche spazio a De Feudis. Da allora, il tema si è inabissato e quindi De Feudis si riteneva e da più parti veniva ritenuto legittimamente il nome condiviso. E invece, giovedì scorso, quando il centrosinistra avrebbe sostanzialmente dovuto ratificare e nulla più l'indicazione di De Feudis, è successo il patatrac. Improvvisamente, infatti, il capogruppo di Como Civica, Marco Tettamanti, ha opposto un no assoluto a De Feudis per motivi nemmeno chiarissimi, indicando al suo posto Eva Cariboni (Amo la mia città), che avrebbe accettato l'investitura. Anche mezzo Pd, dal sindaco alla ultraortodossa Andrée Cesareo (secondo alcuni "capogruppo ombra" di Andrea Luppi ndr), si è subitaneamente schierato contro il pur suo De Feudis, preferendo la Cariboni.

Un voltafaccia che però non è piaciuto alla "minoranza interna" alla maggioranza, in particolare ai consiglieri Guido Rovi, Raffaele Grieco, Gioacchino Favara del Pd e a Vincenzo Sapere di Paco-Sel. I quali, dopo il rinvio della patata bollente a domani, in aula sembrano pronti a contestare anche formalmente il no improvviso e categorico a De Feudis se la sua esclusione divenisse realtà.

Tra poche ora si capirà se l'ennesima miccetta sotto i cuscini della maggioranza diventerà un fragoroso petardo o se prima della campanella sarà annacquata e spenta.
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