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Dai cinepanettoni all'Ariston: "Vacanze a Sanremo" con Al Bano e D'Alessio

Deve essere un paese davvero strano il nostro se a Sanremo, nell'anno 2017 d.c. - sperando di avere presto anche un'era d.c.c, dopo Carlo Conti - sul palco dell'Ariston ci ritroveremo nuovamente Al Bano e persino il discutibilissimo Gigi...

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Deve essere un paese davvero strano il nostro se a Sanremo, nell'anno 2017 d.c. - sperando di avere presto anche un'era d.c.c, dopo Carlo Conti - sul palco dell'Ariston ci ritroveremo nuovamente Al Bano e persino il discutibilissimo Gigi D'Alessio. D'altronde siamo lo stesso grottesco villaggio sottoculturale capace di proporre in questo dicembre "nuove" pellicole ancora ricche, si fa per dire, di imbarazzanti battute anni '80 come "Vacanze a Londra" o "Natale al Sud".

Sanremo, si sa, è un po' lo specchio di un'Italia intrappolata dai suoi vizi, incapace di crescere, non solo musicalmente, è il trionfo supremo del nazionalpopolare baciato da una stampa prostrata alle regole del Festival di Sanremo. Basterebbe pensare all'incensato Ligabue e a Made in Italy, canzone che si nutre di un testo imbarazzante infarcito di luoghi comuni, per capire la deriva intellettuale che sta travolgendo un popolo oramai abituato a subire e non più a scegliere, immobile nella propria beata inconsapevolezza.

Eppure deve esserci qualcosa di maledettamente diabolico nel meccanismo di un Festival infarcito di artisti provenienti dai talent - supremo karaoke che produce tanti cantanti quanti ne brucia - inseriti nel piatto con un contorno di immortali sempre pronti a saltare sul carro di Sanremo in nome di un'Italia che sta alla buona musica come il Governo Gentiloni alla novità. Così, oltre ai già citati Albano e D'Alessio, toccherà ripassare Ron, la Mannoia, che è tanto snob solo quando serve (a lei), Michele Zarrillo, Marco Masini, Giusy Ferreri e una dozzina di sconosciuti ai più, qui chiamati big. Poi ci sono i Giovani, categoria che ha scelto ieri sera i suoi magnifici sei: Leonardo Lamacchia, Tommaso Pini, Maldestro, Marianne Mirage, Lele e Francesco Guasti, ai quali si aggiungono i due giovani in arrivo da Area Sanremo, ovvero Valeria Farinacci e Federico Braschi.

Per dovere di cronaca, va detto che il debutto discografico di Marianne Mirage, Quelli Come Me, album pubblicato dalla Sugar, l'etichetta discografica della potentissima Caterina Caselli, è stato registrato all'Auditoria Records di Como con la produzione di Max Elli e Jack Jaselli. A Sanremo Mirage canterà Le canzoni fanno male. Difficile darle torto se si parla delle canzonette della Città dei Fiori. Delle rose e delle spine di Al Bano.

https://www.youtube.com/watch?v=66f0MvUT7W0

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