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"Il crollo sul lungolago è colpa del Comune e di Lucini"

Il crollo del muro della darsena sul lungolago di Como sarebbe colpa, secondo il consigliere comunale Alessandro Rapinese (Adesso Como) dell'amministrazione del nuovo sindaco Mario Lucini. Non solo, secondo Rapinese il crollo era prevedibile. Lo...

Il crollo del muro della darsena sul lungolago di Como sarebbe colpa, secondo il consigliere comunale Alessandro Rapinese (Adesso Como) dell'amministrazione del nuovo sindaco Mario Lucini. Non solo, secondo Rapinese il crollo era prevedibile. Lo ha affermato il consigliere insieme alla collega di gruppo, Ada Mantovani, in una conferenza stampa oggi pomeriggio. Rapinese, che intende presentare una mozione sull'argomento, a sostegno delle sue affermazioni ha fornito alcuni documenti. Occorre, però, fare un po' di ordine.

All'inizio del 2011 il settore Reti e Strade del Comune di Como ravvisa una certa instabilità della strada e, in particolare, dell'"impalcato lato strada" vicino alla darsena a fianco alla pasticceria Ceccato. Sulla scorta di una relazione tecnica nel marzo del 2011 viene firmata dall'allora amministrazione dell'ex sindaco Stefano Bruni, un'ordinanza che dispone che "in via Lungo Lario Trieste, per entrambi i sensi di marcia, nel tratto compreso tra piazza Cavour e piazza Matteotti, sia istituito il divieto di transito ai veicoli avente massa superiore a 20 tonnellate".

Il 15 gennaio 2013 il comandante della polizia locale, Vincenzo Graziani, sentiti i pareri dei settori Reti e Mobilità del Comune di Como autorizza sei autoarticolati e una gru (peso complessivo di circa 160 tonnellate) di una ditta a raggiungere il civico 16 di Lungo Lario Trieste (Hotel Palace) per i lavori di posizionamento di un impianto di condizionamento all'Hotel Palace, passando in contromano (previa adozione di alcune misure viabilistiche) per Largo Lepardi, dalle ore 23 del 23 gennaio alle ore 5 del 24 gennaio.

Cinque giorni più tardi si verifica il cedimento del muro della darsena. Lo stesso giorno viene firmata una nuova ordinanza che vieta il transito a veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Da qui la mozione di Rapinese che, convinto della correlazione tra il passaggio dei mezzi pesanti (la sola gru peserebbe 60 tonnellate) e il cedimento del muro, chiede al sindaco e alla giunta di "verificare la legittimità dell'ordinanza del 15 gennaio 2013". Rapinese contesta, inoltre, che il divieto di transito dei mezzi oltre le 20 tonnellate disposto dall'ordinanza del marzo 2011, non sia stato fatto rispettare e che sul lungolago siano passati numerosi veicoli di peso superiore alle 20 tonnellate. "E' incredibile - ha aggiunto Rapinese - che solo 15 giorni dopo l'ordinanza che ha autorizzato il transito di autoarticolati e gru sia stata fatta una nuova ordinanza che abbassa il limite di carico da 20 a 3,5 tonnellate".

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