Cronaca

Così truffava la Cassa Edile di Como e Lecco

La Guardia di Finanza di Como ha eseguito il sequestro preventivo di euro 238.382 e il versamento della somma nel Fondo Unico di Giustizia, ponendo così termine alla truffa perpetrata da un contabile della Cassa Edile delle Province di Como e...

La Guardia di Finanza di Como ha eseguito il sequestro preventivo di euro 238.382 e il versamento della somma nel Fondo Unico di Giustizia, ponendo così termine alla truffa perpetrata da un contabile della Cassa Edile delle Province di Como e Lecco. L'Ente garantisce ai suoi assistiti, operai del settore edile, la continuità dei trattamenti contrattuali, eroga ai lavoratori una parte importante del trattamento retributivo come il pagamento delle ferie e delle gratifiche natalizie, e fornisce ai suoi assistiti anche prestazioni sanitarie e nel campo della formazione. Le indagini sono state coordinate dal pm Massimo Astori: attraverso gli accertamenti finanziari condotti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Como, si è impedito che le somme illecitamente sottratte da M. M. non venissero disperse. I soldi, quindi, potranno tornare nella disponibilità dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile.

Così avveniva la truffa

Le indagini hanno consentito di accertare che il capo contabile dell'Ente, sfruttando il suo ruolo, individuava lavoratori che avevano maturato spettanze presso l'ente, ma che da alcuni anni risultavano irreperibili. Grazie alla sua posizione M.M. inseriva nel sistema informatico della Cassa, una richiesta di emissione del pagamento degli importi dovuti agli ignari operai ormai irreperibili, lasciando così intendere che gli stessi, presa contezza delle spettanze a loro favore, avessero reclamato la corresponsione di quanto loro dovuto. Il ragioniere inviava quindi una lettera di preavviso, con la quale l'Ente comunicava al lavoratore l'imminente invio delle somme dovutegli, attraverso l'emissione di un bonifico su un conto corrente. La lettera non veniva in realtà mai inviata poiché M.M. la tratteneva per distruggerla poco dopo. Al termine di tale procedura il ragioniere immetteva il nominativo del soggetto con un numero di conto corrente a lui riconducibile in un file riepilogativo. Il contabile quindi sottoponeva al vaglio del presidente e vice presidente della Cassa Edile, la somma complessiva che l'Ente doveva erogare al lavoratore. I due, non potendo rilevare alcuna anomalia, autorizzavano l'emissione di un ordine di pagamento all'istituto di credito, che per conto dell'ente avrebbe liquidato le spettanze. Il ragioniere manometteva poi il file di dettaglio da inviare all'istituto di credito, sostituendo il proprio nome a quello degli inconsapevoli lavoratori irreperibili e gli estremi di conti correnti a lui riconducibili a fronte di quelli relativi ai reali beneficiari.

Il lavoro delle Fiamme Gialle, affiancate dagli organismi di controllo dell'Ente, ha consentito di quantificare gli ammanchi in circa Euro 242.000, e di recuperare le somme che nel frattempo il ragioniere aveva abilmente dirottato su una miriade di conti intestati a lui ed a suoi diretti congiunti. L'operazione ha consentito di sottoporre a sequestro le somme indebitamente percepite da M.M. e di consentirne il reintegro all'Ente Cassa Edile e dunque ai lavoratori iscritti.

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