Ausiliario della sosta corrotto: il B&B dichiarava di avere posti gratis per i clienti

Finte multe, biglietti da visita sui cruscotti o pagamenti di pochi centesimi per parcheggiare tutto il giorno. Tutti i dettagli dell'operazione della polizia locale

Era un sistema ben collaudato quello messo in pratica da un ausiliario della sosta di Como Servizi Urbani - le cui iniziali sono F.F. - e il capo sala del ristorante Il Vecchio Borgo di Piazza Matteotti (E. S.). L'ausiliario sapeva bene che quando sui cruscotti delle auto c'era il biglietto da visita del locale, quei veicoli non erano da multare. In cambio l'uomo pranzava gratis.

Il rapporto di corruzione

A volte, però, succedeva che a effettuare i controlli nei posti blu della zona non fosse l'ausiliario compiacente - accusato dalla Procura di Como di corruzione insieme al capo sala - ma fose un ausiliario integerrimo e incorruttibile. Ecco allora che il dipendente del ristorante si lamentava via WhatsApp con il suo ausliario di fiducia: "Amore, multa!". La risposta dell'ausiliario: "Amore, te l'ha data uno stronzo", come a dire che non ci si poteva fare nulla.

Il danno economico

Ma l'indagine del Nucleo operativo sicurezza urbana guidato dal commissario Aurelio Giannini ha permesso di alzare il velo sul rapporto di corruttela consolidato tra ausiliario e ristoratore. Tanto è vero che dopo mesi di appostamenti e video ripresi con telecamere nascoste gli agenti hanno potuto ricostruire per filo e per segno cosa succedeva, tanto da arrivare addirittura a stimare il danno economico che l'ausiliario della sosta ha causato a CSU in conseguenza delle mancate multe. Si parla di circa 1.100 euro al mese.

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Su internet i posti blu erano gratuiti

Le indagini della polizia locale sono state lunghe e meticolose e sono uscite addirittura dai confini di Como e provincia. Infatti, collegato al ristorante c'è un Bed and Breakfast che sui propri annunci internet dichiarava di avere posteggi gratis per i clienti. E' bastato rintracciare qualche turista che ha soggiornato in questo B&B per avere conferma che gli ospiti non pagavano il parcheggio .Un ospite proveniente dalla Sicilia ha raccontato che l'addetto alla reception gli aveva assicurato che il parcheggio è privato perché dato in concessione dal Comune". A un altro ospite durante il check-in è stato detto che i parcheggi erano gratuiti poiché quello dell'albergo è in ristrutturazione". Dunque, bastava esibire il biglietto da visita sul cruscotto per essere "graziati" dall'ausiliario compiacente.

La finta multa sul parabrezza

Accadeva, poi, che per non apparire troppo sfacciato nel suo "non multare" le auto riconducibili al Vecchio Borgo, l'ausiliario fingesse di elevare multe per far credere, forse ai passanti o forse agli altri automobilisti multati, di essere integerrimo. Singolare il caso di una finta multa messa sul parabrezza dell'auto del ristoratore: un semplice foglio bianco piegato e messo sotto il tergicristallo dopo avere fatto finta di scrivere la multa.

I pranzi gratis

Grazie agli agenti in borghese è stato appurato che in più occasioni l'ausiliario si sedeva al tavolo del ristorante, mangiava e poi usciva senza pagare. E' proprio una dipendente del ristorante, ascoltata come testimone, a confermare che il capo sala aveva detto "questi non pagano" riferendosi all'ausiliario della sosta. Inoltre, se talvolta un cameriere prendeva la comanda dell'ausiliario con il palmare elettronico, veniva emesso uno scontrino a zero con apposto in penna il nome dell'ausiliario, così da giustificare in sede di contabilità il mancato pagamento di quel pasto.

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Sosta di ore a pochi centesimi

Un'altra condotta documentata dai vigili vedeva l'ausiliario avvisare i dipendenti del locale che si fiondavano fuori per pagare un ticket del parcometro con pochi centesimi. In questo modo l'ausiliario poteva multare le auto dei "non amici" senza che questi lamentassero una sua negligenza rispetto ad altri veicoli sprovvisti di ticket.

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