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Corridoi, ingressi, aree caffè: ecco le telecamere che "spiano" il Comune di Como

Occhi sofisticatissimi, sovente "ben nascosti" anche se non proprio mini come si pensava, da qualche ora sorvegliano corridoi, atri, disimpegni e ingressi del Comune di Como. Come deciso dall'amministrazione già alla fine del 2015, peraltro...

Occhi sofisticatissimi, sovente "ben nascosti" anche se non proprio mini come si pensava, da qualche ora sorvegliano corridoi, atri, disimpegni e ingressi del Comune di Como. Come deciso dall'amministrazione già alla fine del 2015, peraltro con il via libera dei sindacati interni a Palazzo Cernezzi, il Municipio è stato tappezzato di telecamere. In totale, gli occhi elettronici installati (in alcuni casi anche sopra gli spazi con le macchinette del caffè) sono 12, ma il progetto complessivo curato dal dirigente del settore Servizi informatici, Giovanni Fazio, prevede anche la riattivazione di 3 telecamere di sicurezza nei locali del Ced (Centro elaborazione dati del Comune) e l'installazione di altri 3 videocitofoni presso le tre porte elettrificate di che conducono a quegli stessi locali.

telecamere-3mar16-6Se l'impatto con gli occhi elettronici disseminati qua e là può dare immediatamente la sensazione di un pervasivo "Grande Fratello", in realtà i limiti di azione della videosorveglianza interna al palazzo sono definiti da un quadro normativo nazionale che prevede innanzitutto che "gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale"; e poi c'è il Provvedimento di riferimento in materia di videosorveglianza emesso dal Garante della Privacy l'8 aprile 2010 che fissa i limiti sull'utilizzo di simili strumenti e sui dati relativamente immagazzinati che ovviamente non possono in alcun modo essere impiegati per "pedinamenti" o controlli mirati sui dipendenti normalmente al lavoro.

Complessivamente, la spesa dell'amministrazione - che tra l'altro nei documenti ufficiali a corredo del provvedimento cita l'esigenza di "una miglior garanzia della sicurezza presso gli accessi di Palazzo Cernezzi e presso alcune zone più volte oggetto di furti e vandalismi" - si aggira sui 17mila euro.

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