Cronaca

Coronavirus, proposta shock in Ticino: chiudere accesso ai frontalieri

L'idea del leghista Lorenzo Quadri della Lega dei Ticinesi

Sarebbero circa 70mila le persone che giornalmente varcano la frontiera dalla Lombardia al Ticino. Un alto numero di persone che, secondo la Lega dei Ticinesi, potrebbe far giungere la pandemia del coronavirus nel loro territorio. Da questo timore ecco pervenire alcune proposte shock. Tiziano Galeazzi (udc) e Lorenzo Quadri (lega dei Ticinesi) hanno interpellato il Consiglio di Stato per comprendere come intendano gestire l'emergenza coronavirus ed evitare il suo diffondersi nell'area ticinese. 

Galeazzi in primis domanda se ci sono i mezzi e il personale specializzato per poter almeno monitorare le zone di confine e il passaggio dei frontalieri, se non altro per prendere la loro temperatura corporea. Il leghista Quadri invece non ha vie di mezzo: per lui bisogna chiudere immediatamente i confini perchè non si può sapere chi provenga da zone dove sono già state segnalate persone contaminate. Quadri ha dichiarato che i primi a dover essere bloccati al confine dovrebbero essere i 45mila frontalieri occupati nel terziario, a suo avviso 'non indispensabili a chicchessia'. Del resto, continua il leghista "se invece di 70mila frontalieri ne entrano solo 25 mila, il rischio di una pandemia in Ticino sarebbe notevolmente ridotto, chiudiamo le frontiere causa pericolo contagio". 

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