Paratie, Lucini attacca Bruni: "Nel 2010 il cantiere doveva essere già finito"

Non è mancato qualche accenno polemico nel discorso introduttivo del sindaco, Mario Lucini, al consiglio comunale dedicato alle progetto paratie. In una sala consiliare affollatissima - prima della lunga serie di interventi tecnici - il primo...

 

Non è mancato qualche accenno polemico nel discorso introduttivo del sindaco, Mario Lucini, al consiglio comunale dedicato alle progetto paratie. In una sala consiliare affollatissima - prima della lunga serie di interventi tecnici - il primo cittadino ha riepilogato le varie fasi del calvario, dall'assegnazione nel 2006 per 12.9 milioni di euro all'azienda veneziana Sacaim, fino a oggi (ricordando, peraltro, che i lavori sul lungolago sarebbero dovuti terminare il 27 dicembre 2010). Poi, però, Lucini - eletto nel maggio 2012 - ha "maliziosamente" sottolineato che "noi non avremmo nemmeno dovuto occuparcene, ci è solo capitata la ventura di doverlo fare e lo stiamo facendo con la massima cura e con serietà". Insomma, il sindaco ha rilanciato interamente il peso della passeggiata negata ai comaschi dal gennaio 2008 nel campo dell'ex giunta di centrodestra.

Altro sassolino tolto dalle scarpe ha riguardato le numerose accuse piovute dall'attuale minoranza per il fatto di non aver semplicemente fatto ripartire il cantiere dopo le elezioni di 3 anni fa, procedendo invece con numerose modifiche progettuali. Lucini, infatti, ha evidenziato come il cantiere in corso avesse determinato un fortissimo incremento della subsidenza (4 centimetri di abbassamento del fronte lago in 6 anni, una cifra solitamente raggiungibile in 40 anni, ndr). E da questo punto di partenza il sindaco ha risposto a "chi sostiene che avessimo la possibilità di girare la chiave e far ripartire il cantiere subito".

Ultima nota significativa, la conferma della piena fiducia del sindaco nei confronti del responsabile del procedimento paratie nonché dirigente comunale, Antonio Ferro: "E' opportuno che continui a seguire la pratica, anche perché è segno di continuità".

Potrebbe Interessarti

Torna su
QuiComo è in caricamento