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Confesercenti: "Evasore quasi il 60% degli stranieri, c'è visione ideologica dell'immigrazione"

Conferenza stampa dai toni durissimi, questa mattina, nella sede di Confesercenti Como. Il presidente Claudio Casartelli e il direttore Angelo Basilico hanno presentato una ricerca condotta sulle imprese fantasma operati su suolo pubblico sul...

Conferenza stampa dai toni durissimi, questa mattina, nella sede di Confesercenti Como. Il presidente Claudio Casartelli e il direttore Angelo Basilico hanno presentato una ricerca condotta sulle imprese fantasma operati su suolo pubblico sul Lario e dai dati è emerso che la stragrande maggioranza risulta gestita da stranieri. Nel dettaglio, su 590 esercenti ambulanti passati raggi x, tra i 254 stranieri ben 149 (il 58%) avrebbero versato zero euro di contributi. Numeri che diventano ancora più clamorosi se raffrontati a quelli relativi agli operatori italiani: su 336 controllati, infatti, soltanto 9 non risulterebbero in regola con la contribuzione.

"Da questa indagine - ha sottolineato il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli - emerge una vera e propria concorrenza sleale da parte degli operatori stranieri rispetti agli italiani che in grandissima parte operano nella piena correttezza. Si tratta di un danno dalle conseguenze potenzialmente devastanti, se non arginato, perché la scorrettezza rischia letteralmente di far sparire produzioni piccole e tipiche di immenso valore che già devono fronteggiare la concorrenza spietata della grande distribuzione, che ha logiche totalmente diverse rispetto alla tutela dei piccoli".

Durissimo il direttore dell'associazione, Angelo Basilico. "Dai dati legati alle carte di esercizio controllate - ha detto - emerge che circa 150 imprese straniere, fatta eccezione per i cinesi, non hanno mai versato nemmeno un euro e diverse altre poco o nulla. Il problema riguarda soprattutto gli operatori di origine africana, che in grandissima parte non versano nulla e dunque nemmeno Iva o Irpef. E' vero che le tasse sono altissime in Italia e noi lo sappiamo bene, ma la concorrenza deve essere leale e legale, anche perché poi accade che un'attività italiana viene fatta chiudere per uno scontrino mancato mentre per gli stranieri, che sovente non hanno né un conto corrente né proprietà né a volte le dichiarazioni dei redditi, Equitalia nemmeno si impegna per cercare di recuperare il dovuto perché pensa che tanto non riuscirà".

"Il problema - ha aggiunto Basilico - è che in Italia c'è un approccio ideologico alla questione dell'immigrazione che è totalmente sbagliato. In questi termini l'immigrato non è una risorsa per il Paese, anche se so che dire questo può dare fastidio ad alcune componenti politiche e culturali italiane. Elusione e concorrenza sleale verso gli operatori italiani porta solo a dequalificare i mercati su suolo pubblico. Un'altra assurdità - ha detto Basilico - è che poi gli stessi stranieri presentano Isee tali per cui riescono ad accedere alle agevolazioni per i servizi pubblici. Queste persone o vengono inquadrate in un sistema di norme e regole da rispettare, oppure deve essere revocata la loro licenza dopo 3-4 anni di mancati versamenti. Ad ogni modo, ora ci rivolgeremo al prefetto per segnalare la situazione e poi chiederemo alla Regione e al governo di valutare come intervenire sul fronte legislativo per garantire pari diritti e doveri a tutti".

A Roma si è impegnato a portare la denuncia di Confesercenti il deputato della Lega Nord, Nicola Molteni, presente stamane alla conferenza stampa su invito dei vertici dell'associazione.
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