Cronaca

Comune, bando per l'assunzione di un giornalista. Ma scoppia una polemica di fuoco

Non ha suscitato malumori soltanto in riva al Lario il recente bando per l'assunzione di una nuova figura professionale a servizio del Comune di Como che ha visto vincere la 32enne Elena Roda, collaboratrice di "Urbano Creativo". Ieri, infatti...

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Non ha suscitato malumori soltanto in riva al Lario il recente bando per l'assunzione di una nuova figura professionale a servizio del Comune di Como che ha visto vincere la 32enne Elena Roda, collaboratrice di "Urbano Creativo". Ieri, infatti, sul sito dello storico ex presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Franco Abruzzo, è apparso un editoriale molto critico sulle modalità di gestione del concorso e sui criteri stessi del bando. L'articolo è firmato da Arnoldo Rizzoli ed è interamente dedicato proprio "all'incarico di due anni di lavoro autonomo all'ufficio comunicazione" con "retribuzione più che dignitosa, 40mila euro sui due anni" e possibilità di "lavorare anche da casa".

Rizzoli riepiloga anche altri estremi del bando: "Si dovrà garantire il corretto ed efficace trasferimento delle informazioni ai city users, operare nel campo dei new media, fotografico e video per poter sfruttare al massimo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie". Ma, a questo punto, l'articolo assume toni decisamente più pungenti: "Si cerca insomma un giornalista, una figura multitasking, come chiede il mercato di oggi. Ecco che molti notano subito un'incongruenza nel bando. Viene richiesta la laurea, la collaborazione per almeno tre anni anche non continuativi negli ultimi sei in testate giornalistiche, aziende o enti pubblici. Ma non l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti, pubblicisti o professionisti (iscrizione richiesta dall'articolo 9 della legge 150/2000). Ma come? Avviene una prima selezione in base ai curricula, una seconda attraverso un colloquio per i primi dieci. Partecipano diversi giornalisti professionisti e pubblicisti di comprovata esperienza. Eppure vince una persona non iscritta all'Ordine (almeno secondo gli elenchi nazionali aggiornati al 26 gennaio 2015). Nelle ore successive alla pubblicazione si scatena il consueto tam tam di dietrologi".

Arnoldo Rizzoli, dopo aver lungamente dissertato sulle (del tutto legittime) collaborazioni avvenute nel tempo tra Urbano Creativo e la giunta di centrosinistra (ma la società ha in genere le pubbliche amministrazioni tra i prinicpali interlocutori, ndr) attacca frontalmente Palazzo Cernezzi: "L'errore però sta alla base, perché la Pubblica Amministrazione ha ancora una volta calpestato la professionalità e i professionisti. Non ha considerato l'iscrizione all'Ordine il requisito minimo per l'accesso all'Ufficio Comunicazione. Come se all'ufficio legale ci potesse essere un non avvocato, o all'ufficio tecnico un non geometra, non perito, non ingegnere o non architetto. Speriamo che il Comune faccia un passo indietro, nel nome del rispetto degli Ordini professionali e delle professioni. Il sindaco del resto è iscritto all'Ordine dei geologi, l'assessore a quello degli avvocati, il capo di gabinetto a quello dei giornalisti". Cliccando qui trovate l'articolo integrale di Arnaldo Rizzoli.

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