Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Como, riscaldare costa troppo: niente deroga per le elementari del Comune

Riscaldare, si sa, costa molto. E come ogni famiglia, anche il Comune di Como, dove può, tenta di risparmiare sulle accensioni dei caloriferi. E infatti è accaduto anche negli ultimi 3 giorni, a dispetto della nota ufficiale con cui...

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Riscaldare, si sa, costa molto. E come ogni famiglia, anche il Comune di Como, dove può, tenta di risparmiare sulle accensioni dei caloriferi. E infatti è accaduto anche negli ultimi 3 giorni, a dispetto della nota ufficiale con cui l'amministrazione mercoledì scorso ha ricordato a tutti i cittadini la possibilità di riattivare le caldaie per un massimo di 7 ore giornaliere, ossia la metà delle 14 consentite nel canonico periodo 15 ottobre-15 aprile.

Visto il sensibile calo delle temperature registrato in città questa settimana - minime scese attorno agli 8 gradi, massime sotto i 16 - in molti hanno approfittato della possibilità di riscaldare un po' i proprio ambienti, ma l'amministrazione ha dovuto fare delle scelte per le ristrettezze economiche in cui si trova. Dunque, la possibilità di accendere i riscaldamenti per un massimo di 4 ore (e non 7) fino a lunedì prossimo ha privilegiato le fasce deboli ospitate in strutture pubbliche (centri di assistenza per disabili, nidi con bimbi sotto 3 anni, materne (sotto 6 anni), case comunali (vie Spartaco, Turati, Polano e San Bernardino) e anziani. No all'accensione, invece, per tutte le altre scuole, elementari comprese, e in genere per le strutture comunali - Municipio incluso - non ospitati piccolissimi o anziani. Non senza qualche protesta, anche formale, arrivata da alcuni dirigenti scolastici a Palazzo Cernezzi con le classi al freddo.

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