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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Morte di don Roberto Malgesini: nessun vizio di mente. Il clochard a giudizio per omicidio premeditato

Si è tenuta ieri, 16 giugno, l'udienza preliminare

La consulenza psichiatrica sul tunisino Mahmoudi Ridha inserita nel fascicolo del PM non ha evidenziato vizi di mente e così il 53enne dovrà rispondere di omicidio volontario premeditato. Era il 15 settembre del 2020 quando il tunisino ha teso una trappola al prete, affermando di avere mal di denti e quando don Roberto si è presentato al mattino presto in piazza San Rocco, Mahmoudi lo ha assalito alle spalle e con ferocia lo ha accoltellato.

La sua confessione, folle e lucida allo stesso tempo, ha rivelato agli inquirenti dettagli sconcertanti. L'uomo, che era già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti penali che lo delineavano come soggetto pericoloso, non doveva trovarsi in Italia visti i due provvedimenti di espulsione datati al 2018 e all'aprile del 2020.

Ieri 16 giugno si è tenuta l'udienza preliminare dove l'imputato, che è restato sempre in silenzio, ha partecipato in videoconferenza dal carcere di Monza.

La perizia psichiatrica

Dopo l'arresto dato anche l'atteggiamento dell'uomo, era stata chiesta una perizia psichiatrica di parte ma ieri, 16 giugno, Il Gup di Como Francesco Angiolini, ha rigettato la richiesta del legale di Mahmoudi Ridha, Davide Giudici. Resta valida la consulenza che venne affidata ad un esperto del che dichiarò che Ridha è capace d'intendere e di volere e che non ci sono vizi di mente. Il processo comicerà il 23 settembre 2021. 

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