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Como, l'azzardo dei bagnanti: tuffi nelle acque rosse alla foce del Cosia

Si sa, il caldo di queste giornate non ha miglior risposta possibile che un sano tuffo nell'acqua. Sano, appunto. Aggettivo che - a rigor di indagini Asl, di divieto comunale ma anche a occhio nudo - non sembra proprio il più azzeccato per il...

Si sa, il caldo di queste giornate non ha miglior risposta possibile che un sano tuffo nell'acqua. Sano, appunto. Aggettivo che - a rigor di indagini Asl, di divieto comunale ma anche a occhio nudo - non sembra proprio il più azzeccato per il bacino alle spalle del Tempio Voltiano. Per quanto appagante da lontano, grazie all'orizzonte blu del Lario profondo e alle spiaggette formatesi in questa caldissima estate 2015, la realtà della zona in cui sfocia il Cosia, vista da vicino, risulta molto più "forte". Mentre diversi bagnanti prendono il sole o si tuffano a pochi metri dalla riva, approfittando delle lingue di terra che si spingono verso l'interno del lago, dallo scarico del Cosia esattamente alle spalle del mausoleo voltiano continua a sgorgare un'acqua fortemente rossastra. In tita "ferrosa", si potrebbe dire. Spettacolo, questo, per nulla caraibico che sembra confermare la bontà del divieto di balneazione imposto da Palazzo Cernezzi sulla scorta delle analisi della qualità dell'acqua compiute regolarmente dall'Asl. Eppure, al tuffo non si resiste. Potere - malsano? - della calura d'agosto.

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