Como: indagine su scarichi, depurazione e fondi pubblici. Finanza per ore in Comune

Gli uomini della Guardia di Finanza di Albate hanno fatto una lunga "visita" in Comune a Como nell'ambito dell'indagine avviata ormai oltre un anno fa sui processi di depurazione delle acque a Como e sui relativi costi (quelli, notevolissimi, a...

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Gli uomini della Guardia di Finanza di Albate hanno fatto una lunga "visita" in Comune a Como nell'ambito dell'indagine avviata ormai oltre un anno fa sui processi di depurazione delle acque a Como e sui relativi costi (quelli, notevolissimi, a carico dell'amministrazione e quelli ricadenti sui soci privati di Comodepur). Un anno fa esatto - era l'ottobre 2014 - le Fiamme Gialle si recarono nella sede della società che gestisce il depuratore del capoluogo per acquisire i primi elementi utili alle indagini, con acquisizione di una notevole mole di documentazione.

Ora, dodici mesi dopo, una procedura pressoché identica ha interessato Palazzo Cernezzi. Giova ricordare, a questo proposito, che il Comune di Como è socio di Comodepur al 30,38% e ne nomina 5 componenti del consiglio di amministrazione (altri soci sono Acsm Agam al 9,81%, l'Acquedotto industriale al 9,79%, mentre la restante parte è suddivisa tra singoli industriali). Qualche settimana fa - ma il fatto emerso soltanto in queste ore - i finanzieri si sono recati nei due uffici interessati per questione di competenza specifica alle attività di Comodepur: il settore Acque e Reti, e il settore Società partecipate che ha come dirigente Valeria Guarisco. Decisamente lunghi i colloqui, volti essenzialmente ad acquisire più informazioni possibili sui costo a carico dell'ente pubblico e sulle cause che li determinano. Si parla, in effetti, di cifre non indifferenti: mediamente attorno ai 2 milioni annui fino al 2013, con un calo a 1,6 nel 2014. Soldi pubblici che, di fatto, Palazzo Cernezzi versa ogni anno nelle casse di Comodepur in base a tariffe (diverse da quelle per gli industriali privati) legate al servizio di depurazione e trattamento delle acque. Ed è proprio questo - tra gli altri - uno degli aspetti su cui la Finanza sembra puntare l'attenzione. Ossia, la congruità delle tariffe in vigore per la depurazione degli scarichi. Differenze di contribuzione, tra ente pubblico e privati, su cui evidentemente si è reso necessario qualche approfondimento.

Non solo. La Finanza pare intenzionata anche ad approfondire il tema degli scarichi delle aziende e - più in generale - della possibilità che nell'impianto di viale Innocenzo finiscano anche scarichi per così dire potenzialmente "impropri" che, però, per il fatto stesso di essere trattati, pesano sui conti finali di Comodepur e, in maniera partiolare, sulle casse del Comune (e della collettività in senso lato). Ulteriori sviluppi sono possibili a breve.

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