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Corteo dei taxi in protesta a Como in viale Cavallotti

Corteo dei taxi in protesta a Como in viale Cavallotti

Como, in bici sulla corsia dei bus: multata. Fa ricorso e vince, il Comune si oppone

Storia alquanto curiosa quella che vedrà sfidarsi in Tribunale, in un secondo round a suon di carte bollate, una cittadina e il Comune di Como. I fatti risalgono al luglio 2014, quando una signora - nel percorrere la corsia riservata agli autobus...

Storia alquanto curiosa quella che vedrà sfidarsi in Tribunale, in un secondo round a suon di carte bollate, una cittadina e il Comune di Como. I fatti risalgono al luglio 2014, quando una signora - nel percorrere la corsia riservata agli autobus di viale Cavallotti in sella alla propria bicicletta - è rimasta coinvolta in un incidente stradale. Il cuore della vicenda, però, non è il sinistro bensì la multa da 80 euro affibbiata dai vigili alla ciclista proprio perché transitante sulla corsia dei bus. La polizia locale ha comminato la sanzione perché la donna non avrebbe avuto alcuna autorizzazione specifica per passare dalla corsia preferenziale, ma è proprio su questo aspetto che la signora ha fatto ricorso al giudice di pace. La motivazione? La ciclista ha fatto forza sul fatto di "non transitare contromano nelle corsie destinate alle autovetture né sul marciapiede ove erano i pedoni" e ha sostenuto che "viaggiava nel proprio senso di marcia nella corsia destinata al transito degli autobus" di viale Cavallotti.

vicepremier-cinese-corteo-4 La corsia preferenziale sul lungolago

Argomentazioni che hanno convinto il giudice di pace che ha annullato la multa con questa motivazione: "Nella zona percorsa con il velocipede dalla ricorrente non risultano realizzate piste ciclabili, pertanto, i conducenti di velocipedi dovrebbero occupare il passaggio pedonale riservato ai pedoni, circostanza che espone questi ultimi a pericolo, pertanto, correttamente e legittimamente la ricorrente ha percorso la strada riservata ad altre categorie di veicoli". Dunque, "tenuto conto dello stato di necessità in cui si è trovata la ricorrente, la pretesa di pagamento va disattesa anche tenuto conto della non chiara applicazione della norma violata".

bici-contro-portiera-2Insomma, per i vigili passare in bici sulle corsie dei bus senza un'autorizzazione specifica costituisce un'infrazione del codice della strada con sanzione connessa; per la signora e anche per il giudice di pace non è così, tanto da annullare la multa. Un verdetto, quest'ultimo, contro il quale il Comune ha presentato ulteriore appello in Tribunale motivato con il fatto che "il Codice della Strada non consente la circolazione sulle corsie preferenziali a veicoli non autorizzati" e che "non si riscontra alcuno stato di necessità, che imponesse alla signora di percorrere la predetta corsia riservata alla circolazione degli autobus e mezzi di soccorso da apposita ordinanza sindacale già prodotta in giudizio sin dal primo grado".

Interessantissimo, a questo punto, per migliaia di comaschi e non soltanto, l'esito del secondo round: potrebbe definire una volta per tutte se i ciclisti possono regolarmente transitare sulle corse dei bus o se questo costituisce un'infrazione al codice passibile di multa.

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