Cronaca

Como, i giardini pubblici tra pattume e dissesti

Il degrado, certo, è un'altra cosa. Più che altro è il senso di una sciatteria generalizzata a colpire quando si passeggia nel parco pubblico cittadino. Nessun dissesto clamoroso, nessuna discarica a cielo aperto eppure una somma di piccoli...

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Il degrado, certo, è un'altra cosa. Più che altro è il senso di una sciatteria generalizzata a colpire quando si passeggia nel parco pubblico cittadino. Nessun dissesto clamoroso, nessuna discarica a cielo aperto eppure una somma di piccoli, fastidiosi, problemi che nel complesso danno l'idea di una generale indifferenza. (Leggi anche: Nuovi sfregi al tempio voltiano)

Pattume accumulato qua e là, non da oggi, fontane piene di mozziconi di sigarette, plastica, tappi di bottiglia e avanzi di cibo un po' ovunque. Le piccole reti, installate a protezione delle aiuole (così come le protezioni in sasso) sono crollate in più punti, tanto che i turisti si sentono autorizzati ad allestire improvvisati pic-nic sull'erba. Da diversi mesi da una delle splendide panchine in pietra è sparita la seduta lasciando, a due passi dal Tempio Voltiano, due cilindri che spuntano da terra a testimonianza di ciò che c'era.

I problemi come detto sono piccoli e sono tanti. L'elenco sarebbe lungo. Restano le domande. Non è solo questione di decoro nella stagione turistica, il bene comune non conta solo in vista degli incassi estivi. Il problema sembra essere compresso tra un civismo (dei cittadini e dei turisti) che manca e un'assenza di controllo e manutenzione. Abbiamo scelto un qualsiasi giorno della settimana per scattare qualche foto, un giorno nemmeno successivo al week-end dove l'enorme afflusso di persone aumenta i rifiuti, eppure la sensazione è che quanto documentato non fosse li da poco tempo. Anzi.

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