Alcolici ai minorenni: discoteca di Como chiusa per tre mesi

Al Libe Winter Club saltano anche gli eventi già in programma

Il Libe Winter Club, la discoteca di via Sant'Abbondio, a Como

A nulla sono valse tutte le contromisure messe in campo dai gestori della discoteca Libe Winter Club di via Sant'Abbondio a Como. Non è stato possibile scongiurare la chiusura decisa dal Comune in seguito ai fatti del 21 dicembre 2019. Discoteca chiusa quindi, e per un tempo record, tre mesi. Annullati anche tutti gli eventi già in programma.

La vicenda

Il 21 dicembre appunto, l'ultimo sabato prima di Natale, davanti alla discoteca era stata soccorsa una giovanissima di 15 anni completamente ubriaca e altri tre interventi erano stati richiesti per altrettanti ragazzi. La versione dei gestori, raccontata anche a noi, è sempre stata quella di ragazzini che si presentavano già ubriachi fuori dalla discoteca. Non sono però d'accordo gli investigatori, secondo i quali invece, in base alle testimonianze raccolte fra gli amici e i parenti dei giovani coinvolti, i drink sarebbero stati consumati anche all’interno del locale.

Perché il Comune?

Perché è il Comune di Como che autorizza le licenze ai locali ed è quindi suo il diritto-dovere di sospenderle se c’è violazione della legge, come in questo caso, in cui a essere stato violato sarebbe l'articolo 689 del codice penale, che punisce chi vende - o somministra a qualunque titolo e con qualunque scopo - bevande alcoliche ai minorenni.

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La reazione

“Ciò che ci lascia veramente amareggiati – fa sapere Antonio Tufano, assessore comunale a Como e addetto alle pubbliche relazioni di Liber Club - è la sensazione di aver fatto di tutto per riparare. Abbiamo subito pagato la multa di 6mila euro è applicato controlli molto più severi, e quindi per noi molto più costosi, per evitare che i minorenni potessero bere in discoteca. Abbiamo addirittura istituito un pomeriggio esclusivamente dedicato ai ragazzi, completamente alcol-free”.
Tre mesi di chiusura di certo pesano terribilmente sul bilancio di un'attività, che va a perdere l'incasso contingente, quello delle serate, ma che si trova a dover comunque sostenere i costi fissi, come l'affitto o le fatture ai fornitori. "E poi ci sono i tanti che godendo di contratti a chiamata e che rimarranno senza quell'introito, un danno enorme quindi per diverse persone ma anche per il mondo della notte di Como”. Conclude Tufano preannunciando l’intenzione di fare ricorso contro il provvedimento: “La chiusura del Libe dà la mazzata definitiva al settore del divertimento notturno che in città è adesso proprio inesistente”.

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