Como, detenuto simula un malore e tenta di scappare dall'ospedale Valduce

Il sindacato Sippe: "Ha aggredito gli agenti"

È accaduto nel pomeiggio di ieri, 2 marzo 2020. Un detenuto di nazionalità italiana ha finto un malore ed è quindi stato scortato all' Ospedale Valduce di Como. Dopo essere stato visitato e dichiarato in buona salute dai dottori, ha tentato con uno scatto fulmineo di scappare ed eludere la scorta. Grazie alla prontezza di riflessi degli agenti della penitenziaria l'uomo è stato bloccato imemdiatamente evitando che la situazione degenerasse. 

«Sembrerebbe che il detenuto – commenta Carmine Olanda, Segretario Generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (SIPPE) - abbia simulato il malessere per farsi portare in ospedale per poi mettere in atto il suo piano di fuga. Con un gesto fulminio mentre gli agenti lo facevano salire sul furgone, ha cominciato a dare gomitate riuscendo anche a colpire con le manette ai polsi il fianco di un assistente addetto alla scorta. Fortunatamente, nessuno ha riportato ferite gravi, ma poteva accadere il peggio. Il detenuto dopo essere stato bloccato e riportato in carcere, ha minacciato di morte tutti gli agenti della scorta».

Olanda ricorda quindi come ogni giorno, a Nord e a Sud, tra visite ospedaliere, udienze e urgenze un grande numero di detenuti viene trasportato da un luogo all'altro, con tutti i rischi annessi e connessi che sono elevatissimi. Qualcosa, sempre secondo il segretario generale del SIPPE, è stato migliorato introducendo le videoconferenze ma questo non basta ad arginare il problema. 

Secondo Olanda la vera soluzione sarebbe che ogni penitenziario avesse l'autonomia di gestire ogni situazione senza dover spostare i detenuti. 

«In tutti gli Istituti Penitenziari le aggressioni a vari titolo stanno aumentando sempre di più - conclude Olanda- per questo motivo chiediamo al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di garantire agli agenti di Polizia Penitenziaria più Tutela e di conseguenza più Autorità d’ intervento. In questo caso avere a disposizione come arma di reparto il TEASAR sarebbe stato utile.  Con l’occasione ci congratuliamo con gli Agenti della Polizia Penitenziaria di Como per avere dimostrato ancora una volta elevata capacità professionale».

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