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Cronaca

Giovane comasco circondato e minacciato dai no vax a Milano: "Volevo solo dialogare"

Stanislav Nizzi 21enne di Lenno è un operatore sanitario e si è trovato casualmente in mezzo alla manifestazione

Ieri sabato 27 novembre a Milano si è svolta l'ennesima manifestazione (non autorizzata) dei no vax e no green pass. Erano almeno trecento persone al presidio non preavvisato in piazza Duomo, a partire dalle 17. I manifestanti si sono prima seduti per un sit-in circondati dalle forze dell'ordine in assetto anti sommossa. Tra gli slogan, vari insulti al premier Mario Draghi e al ministro della Salute Roberto Speranza. Dopo le 18 una parte di manifestanti ha tentato di avviare un corteo verso via Torino, inizialmente fermata dalle forze dell'ordine. Ed è in questo delirio che si è trovato, casualmente, il comasco di Lenno Stanislav Nizzi.

Stanislav ha 21 anni e fa l'operatore sanitario. Non era andato a Milano per "sfidare" i no vax, ma con degli amici, come fanno molti ragazzi il sabato pomeriggio. «Ad un certo punto io e i miei due amici- spiega Stanislav a QuiComo- ci siamo ritrovati bloccati dalle forze dell'Ordine: eravamo nel mezzo di un corteo no vax e no green pass non autorizzato.»

La situazione è apparsa surreale al giovane comasco che si è trovato immediatamente circondato da centinaia di persone dopo che un uomo gli aveva domandato se fosse o meno vaccinato. 

«Quando ho risposto che ero un operatore sanitario e avevo fatto tre dosi di vaccino hanno cominciato ad accerchiarmi e insultarmi con parolacce e qualcuno a minacciarmi anche di morte. Io ho deciso di tenere duro e non mollare e ho cercato un dialogo sincero. Gli insulti sono continuati e ho avuto la netta impressione che la gente non sapesse bene il motivo per cui era li a "manifestare". Non avevano argomentazioni e la sola cosa che facevano era prendermi a parolacce.»

Se chiunque, o comunque la maggior parte delle persone se ne sarebbe andata Stanislav ha provato a spiegare l'importanza del vaccino parlando delle sue esperienze sul campo. Lui, 21 anni appena, ha lavorato a Bergamo, Milano e ovviamente Como nei periodi più tragici della pandemia. Lui ha visto la gente morire di covid. Ha visto i reparti e i corridoi pieni e non parla per frasi fatte ma basandosi sulla sua personale esperienza. 

«Mi sono accorto che le persone che mi circondavano e minacciavano erano per lo più 50-60enni. Ho capito che non ha senso prendersela con loro ma è più sensato cercare di comprendere e di spiegare. Il mio obiettivo, ora piu' che mai, è rivolgermi ai giovani affinchè non scatti in loro il senso di aggregazione di massa a discapito dell'approfondimento di un discorso importante come quello dei vaccini. Io ho perso anche dei familiari per il covid e dopo l'episodio di Milano di ieri sento ancora di più la necessità di cercare un dialogo con i giovani: con due miei amici abbiamo intenzione di aprire un forum dove si possa creare un sano dibattito.»

Stanislav non era in mezzo al corteo per provocare e lo ripete molte volte. Quando si è trovato circondato dai manifestanti si è reso conto della confusione di idee che regnava tra la folla e lui che a soli 21 anni le ha viste morire davanti ai suoi occhi le persone per il covid, ora ha deciso di tentare di sensibilizzare il mondo giovanile su questo tema. E se ieri 27 novembre è stato il destino a farlo incontrare con i no vax e i no green pass da ora in avanti sarà lui a "cercarli".

«Da questo momento andrò apposta a questi cortei per capire i motivi di chi protesta in questo modo e per dare loro spiegazioni che forse non sono date nel modo giusto». 

Stanislav ci racconta che ad un certo punto si è avvicinato alla polizia perchè la situazione si stava scaldando troppo. Lui voleva, sempre con ferme ma pacate argomentazioni, cercare un dialogo ma, probabilmente anche a causa di qualche infiltrato particolarmente rissoso, per la sua sicurezza è stato meglio allontanarsi. 

«Non ho paura- conclude il 21enne di Lenno- e insisto con le mie idee.»

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