Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

"Clienti persi per le paratie. E Anac ha certificato le colpe del Comune". Il bar chiede i danni

Si "arricchisce" di un nuovo capitolo legale l'ormai lunghissimo contenzioso che su vari fronti vede contrapposti i gestori del chiosco "Al Molo srl" sul Lungolario Trieste (poco dopo piazza Matteotti) e il Comune di Como. Lo scorso 11 maggio...

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Si "arricchisce" di un nuovo capitolo legale l'ormai lunghissimo contenzioso che su vari fronti vede contrapposti i gestori del chiosco "Al Molo srl" sul Lungolario Trieste (poco dopo piazza Matteotti) e il Comune di Como. Lo scorso 11 maggio, infatti, a nome della società privata è stato notificato al Comune di Como un ricorso al Tar "per l'accertamento della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale del Comune di Como e/o, comunque, in solido con Regione Lombardia" in conseguenza innanzitutto del fatto che l'attività del bar è svolta dietro concessione rilasciata nel 2004 dall'amministrazione; e, in secondo luogo, "per la responsabilità derivante da fatto illecito ai sensi dell'articolo 2043 del Codice civile, nonché per la condanna del Comune di Como e di Regione Lombardia al risarcimento del danno ai sensi dell'articolo 30 del Codice del processo amministrativo". Tutto questo "chiedendo, al contempo, idonea consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) affinché venga quantificato il danno subito dalla ricorrente nel periodo che decorre dal 2013 al periodo attuale (oltre interessi legali e rivalutazione) a causa dei lavori di realizzazione delle opere di difesa dalle esondazioni del lago (paratie di Como)".

sopralluogo-paratie-7giu15-4Tradotto in estrema sintesi dal linguaggio ostico delle carte ufficiali, i privati del bar "Al Molo" imputano al Comune e al cantiere delle paratie gestito finora come stazione appaltante su "mandato" della Regione la responsabilità di un così "drastico ridimensionamento dell'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande" che a questo punto l'attività stessa rischierebbe "di essere definitivamente pregiudicata per l'allontanamento della clientela". Ma non solo, perché oltre a chiedere un risarcimento economico ancora da quantificare, i privati hanno messo nero su bianco tra le motivazioni del ricorso al Tar contro Palazzo Cernezzi che "la "patologia" dell'appalto dei lavori e l'illegittimità della condotta del Comune di Como" sarebbe rinvenibile "nella relazione definitiva di Anac depositata all'esito dell'indagine avviata nell'aprile 2015 volta a verificare la correttezza dell'esecuzione dell'appalto".

Ultimo dettaglio: il 25 maggio scorso, in attuazione di un indirizzo della giunta comunale, l'incarico di difendere l'amministrazione venne conferito alla dirigente del settore legale di Palazzo Cernezzi, Maria Antonietta Marciano, assieme alla collega d'ufficio Chiara Piatti, con la prima finita poi indagata dalla Procura di Como il primo giugno successivo nell'ambito dell'inchiesta su paratie e appalti pubblici che ha portato agli arresti i colleghi Antonio Ferro e Pietro Gilardoni.

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