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Clandestini verso la Svizzera: arrestati due "passatori". Interviene il nucleo specializzato

Forse non tutti sanno che esiste un nucleo specializzato nella lotta alla repressione dei flussi migratori illegali all'Italia alla Svizzera: si chiama Gruppo interforze repressione passatori (GIRP). Nell'ambito dell'emergenza migratoria al...

Forse non tutti sanno che esiste un nucleo specializzato nella lotta alla repressione dei flussi migratori illegali all'Italia alla Svizzera: si chiama Gruppo interforze repressione passatori (GIRP). Nell'ambito dell'emergenza migratoria al confine italo svizzero di Como, la Polizia cantonale e le Guardie di confine svizzere, ieri sera a Balerna hanno arrestato una 22enne cittadina ghanese residente in Italia, in possesso di regolare permesso di soggiorno. La 22enne è stata fermata, al volante di un'auto con targhe italiane con a bordo tre migranti africani minorenni, dalle Guardie di confine dopo essere entrati in territorio svizzero dal valico di Ronago-Ponte Faloppia. In sinergia con l'operazione da parte elvetica, nella notte operatori della Polizia di Stato, appartenenti al settore della Polizia di Frontiera di Como/Ponte Chiasso, hanno dato esecuzione al mandato di arresto internazionale ai fini di estradizione emesso dalla Polizia Cantonale a carico del correo della donna. Si tratta di un giovane 23enne cittadino ghanese, anch'egli residente in Italia e in regola con la normativa per il soggiorno italiana, il quale è stato associato alla casa circondariale di Como in attesa delle procedure di estradizione. Vista la fattispecie e per il proseguo dell'inchiesta in territorio elvetico è stato attivato il Gruppo Interforze Repressione Passatori (GIRP), unità specializzata nel contrasto del fenomeno dei passatori e composta da agenti della Polizia cantonale, da Guardie di confine e da inquirenti di Fedpol. L'ipotesi di reato nei confronti della donna è di usura per mestiere, incitazione allentrata, alla partenza o al soggiorno illegale (indebito profitto e commissione continuata), ripetuta. L'inchiesta svizzera è coordinata dalla Procuratrice pubblica Chiara Borelli.

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