Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Christo comaschi, che pena il tafazzismo! E se il mondo non complottasse contro di noi?

PALAZZO DI VETRO - Christo comaschi, che pena morire di sola invidia! Che tristezza limitarsi all'emulazione senza creatività, al voler trangugiare sempre l'erba più verde del vicino, allo scambiare piagnucolando il dito con la luna! Che infinita...

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PALAZZO DI VETRO - Christo comaschi, che pena morire di sola invidia! Che tristezza limitarsi all'emulazione senza creatività, al voler trangugiare sempre l'erba più verde del vicino, allo scambiare piagnucolando il dito con la luna! Che infinita e immeritata mestizia questo tramutarsi in 600mila Tafazzi e prendersi - così, gratis - a bottigliate feroci nel pieno delle sferiche isole comacine! No dai, non può essere veramente ridotta così la terra di Plinio e di Volta, di Terragni e di Papa Innocenzo, del lago più bello del mondo e di George-il-divo-che-piace-a-tutti.

Suvvia comaschi, che angoscia questo lamento mormorato e costante, flebile e lagnoso oltremodo, afflitto e cattivo, autodistruttivo e rosicone. Ma basta, comaschi! Basta! O dobbiamo morire tra malinconie e tristezza perché l'artista bulgaro ha scelto il Lago d'Iseo?

Ma perché dobbiamo dirci - come sempre, e basta! - che per qualche imperscrutabile, insondabile e soprattutto infondato motivo è quasi "colpa nostra" che il bulgaro non sia qui, che i floating cosi non siano attorno alla Comacina, che vi sia il nome "Iseo" e non "Lario" sulle copertine e sugli schermi di tutto il mondo? Ma non si può vedere la cosa senza fustigarsi, senza auto-darsi dei poveretti, degli incapaci, dei "che umiliazione, che schiaffo, che vergogna"? Non si può, senza spurgare il fegato per le fortune altrui, andarci sui floating cosi, goderseli o persino stroncarli e tornare a casa senza pensare di vivere in una fogna depressa e odiata dal resto del mondo? Pare di no, purtroppo, assistendo a certi titoli mediatici e a un qual certo diluvio social secondo cui l'installazione sull'Iseo è quasi fatta apposto con l'unico scopo di umiliare Como, di far male ai comaschi, di sfottere noi quaggiù apposta, con ferocia e sadismo. Ma sarà possibile, invece, che le cose accadano anche senza che il resto del mondo tenga necessariamente come baricentro unico di ogni suo respiro questo fortunato fazzoletto di terra e acqua? Sarà possibile iniziare a immaginare che artisti di fama globale possano nemmeno porsi il problema dell'esistenza di Como e farlo persino senza cattiveria alcuna ma soltanto perché per l'opera del momento si è rivelato più adatto e confacente un altro luogo, magari per una mera somma di coincidenze e dati pratici? Possiamo uscire da questa ridicola - massì, diciamolo, ridicola - teoria del complotto globale a danno dei comaschi, che parte da "Varese meglio di Como", passa da "Milano meglio di Como", culmina talora in follie quali "Londra meglio di Como" e giunge, appunto, all'isterico vittimismo di queste ore? Ma basta, veramente, basta! Proviamo domani ad aprire le finestre del nostro bilocale e guardare il mondo fuori senza il timore che misteriose figure stiano ordendo l'ennesimo complotto ai danni del "povero Lario" indifeso? Proviamo a pensare che il 3 luglio, quando gli zatteroni spariranno, l'Iseo tornerà ad essere un errore sulle carte geografiche mentre qui Bellagio, la Tremezzina, il Razionalismo e via dicendo le avremo pure il giorno 4 e forse per sempre? E' una chiamata all'orgoglio, questa. E' un appello affinché la popolazione che abita già un angolo benedetto dal cielo - non da Christo, vabbè, ce ne faremo una ragione - non si riduca a ragionare come l'ultimo dei fabbriconi coreani, dove - orrore! - la missione primaria è copiare, copiare, copiare. Como e i comaschi - nativi o d'importazione, ci mancherebbe - sapranno proporre qualcosa di originale per riportare la loro terra e la sua bellezza al centro degli sguardi internazionali rapiti per i fatidici 15 minuti di popolarità dell'Iseo o dovremo tutti flagellarci per sempre con titoli e interviste autodeprimenti pensando solo a come intrecciare cento zerbini per collegare piazza Cavour alla diga?
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