Cronaca

Cesareo e Stufano votano no: niente referendum sul punto unico cottura. Ira Rapinese

Come accadde per il monumento di Daniel Libeskind, anche l'ipotesi di un referendum cittadino sulla realizzazione di un punto unico di cottura per i pasti scolastici va in archivio senza passare dal via. Anzi, se nel caso di "Life Electric" il...

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Come accadde per il monumento di Daniel Libeskind, anche l'ipotesi di un referendum cittadino sulla realizzazione di un punto unico di cottura per i pasti scolastici va in archivio senza passare dal via. Anzi, se nel caso di "Life Electric" il promotore della consultazione, il consigliere Alessandro Rapinese, arrivò comunque a raccogliere oltre 4mila firme, in questo caso l'iter si è bloccato già in fase preliminare. Oggi pomeriggio, infatti, la Commissione tecnica formata dallo stesso Rapinese, dalla consigliera del Pd Andrée Cesareo e dal segretario generale, Tommaso Stufano, ha bocciato per 2 voti a uno il referendum. Contrari Stufano e Cesareo e ovviamente favorevole Rapinese che era pure promotore dell'iniziativa. La giunta comunale, entro 15 giorni, ratificherà l'archiviazione del procedimento.

Andree Cesareo"Rispetto alla proposta di Rapinese - spiega Andrée Cesareo - sono emersi diversi problemi evidenti: il primo, rimarcato dal segretario generale, riguarda il fatto che nel regolamento per i referendum cittadini non sono mai stati inseriti i criteri con cui devono essere scelti i componenti della commissione giudicatrice, mentre nello statuto comunale si indica espressamente la necessità che questi criteri siano individuati. Questa lacuna di fatto rendeva illegittima la commissione stessa e le sue eventuali decisioni. Personalmente, inoltre, ho evidenziato l'anomalia palese circa la presenza del promotore del referendum, ossia lo stesso Rapinese, anche nell'organismo di valutazione dei quesiti. In ultimo, va detto che la realizzazione di un centro unico di cottura fa già parte dei documenti di bilancio triennali, quindi si sarebbe rischiata una situazione tipo Libeskind: eventuale consultazione in corso a lavori specifici già avviati". Visto il problema dell'assenza nel regolamento dei criteri per la composizione della commissione, Cesareo ha proposto di consultare gli uffici comunali per promuovere una delibera che individui una soluzione transitoria mentre i criteri in questione saranno successivamente individuati con precisione (l'ipotesi è di rivolgersi a esperti esterni).

Rapinese-6feb16Dal canto suo, Rapinese bolla immediatamente come "pretestuose" le motivazioni all'origine del doppio e decisivo voto negativo sulla proposta di referendum. "Se le cose stanno come ha sostenuto il segretario generale - afferma - ciò significa che tutti i referendum cittadini svolti finora non erano legittimi e quindi sarebbero da annullare. Si parla di criteri per la scelta dei membri della commissione, ma il fatto che non siano indicati nel regolamento è stati sempre e logicamente superato dall'elezione dei componenti tra i consiglieri comunali. Oggi, invece, improvvisamente e senza alcun appiglio legislativo o normativo chiaro mi viene spiegato che non dovrebbero essere consiglieri comunali a comporre l'organismo ma soggetti esterni, e poi che la carenza di questi criteri rende tutto irregolare. Come già accadde per il monumento di Libeskind, la verità è che tutto sembra molto pretestuoso e indirizzato a evitare che si consultino i cittadino su temi importanti. Aggiungo che la vera violazione del regolamento sul referendum, a ora, rimane il mancato rispetto delle due settimane di tempo entro cui l'amministrazione avrebbe dovuto riunire la commissione in seguito al deposito dell'istanza referendaria. E' trascorso un mese, mi pare non vi sia altro da aggiungere a una situazione evidente".

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