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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Cermenate

Blitz dei carabinieri a Cermenate: oltre 800 piante di canapa nella maxi serra tecnologica

La serra illegale utilizzava energia rubata dalla rete elettrica: un arresto

I carabinieri della compagnia di Seregno hanno effettuato una perquisizione in un vecchio capannone situato a Cermenate, in via Scalabrini. Il blitz è scattato a seguito di una segnalazione riguardante la possibile esistenza di un laboratorio clandestino con lavoratori non regolarmente assunti. Questa segnalazione è stata confermata dai primi riscontri, che includevano rumori di aspirazione, suggerendo la presenza di un'attività diversa da quella apparentemente rurale e disabitata.

La scoperta della serra

Dopo aver circondato l'area, i carabinieri sono entrati nel capannone e hanno fatto una scoperta straordinaria: una serra indoor che ospitava oltre 800 piante di canapa indiana, coltivate in modo intensivo in due diverse sezioni del capannone. Durante l'operazione, è stato catturato un giovane albanese di 21 anni mentre cercava di nascondersi tra le piante, con l'intento di fuggire.

L'attrezzatura e il laboratorio

L'edificio era stato completamente attrezzato per supportare l'attività di coltivazione ad alta intensità. Questa attrezzatura comprendeva 36 ventilatori, 69 lampade riscaldanti e grandi aeratori industriali. Inoltre, era stato istituito un sistema di irrigazione con fertilizzante. Per mantenere le condizioni ambientali ideali, erano presenti sei condizionatori dislocati in vari punti, monitorati attraverso termometri digitali.

Il sequestro

I carabinieri hanno proceduto al sequestro dell'intera area rurale e delle 858 piante di canapa indica, con un peso totale di quasi 500 chili. Stime indicavano che queste piante avrebbero potuto produrre circa 250 chilogrammi di marijuana, con un valore stimato di oltre 1 milione di euro una volta immessa sul mercato al dettaglio. Inoltre, il rinvenimento di un impianto così corposo ha sollevato il sospetto che i costi energetici fossero notevolmente superiori a quelli di una normale attività artigianale. Dopo l'intervento dei tecnici dell'Enel, è stata scoperta una connessione illegale al contatore dell'energia elettrica, che aveva consentito un furto stimato di circa 40mila euro. Il responsabile dell'operazione sarà chiamato a rispondere di numerose accuse, tra cui coltivazione e detenzione di stupefacenti, nonché furto di energia elettrica. Al momento è detenuto presso il carcere di Como, a disposizione della Procura della Repubblica di Como, in attesa del processo.

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