Cronaca

Cerca il fidanzato scomparso da due mesi: "Come se si fosse dissolto nel nulla"

“E' come se si fosse dissolto nel nulla: Geoffrey è uscito di casa la mattina del 21 novembre per andare al lavoro, da allora nessuno lo ha più visto. Neanche l'autista del pullman che prendeva sempre alla fermata vicino casa lo ha visto salire”...

Leila Luis, 26 anni, e il fidanzato Geoffrey Burton Page, scomparso il 21 novembre 2013-2

"E' come se si fosse dissolto nel nulla: Geoffrey è uscito di casa la mattina del 21 novembre per andare al lavoro, da allora nessuno lo ha più visto. Neanche l'autista del pullman che prendeva sempre alla fermata vicino casa lo ha visto salire". A parlare è Leila Luis, 26 anni, fidanzata di Geoffrey Burton Page, imprenditore 46enne di origine australiana, scomparso un mese e mezzo fa da Rovenna (Cernobbio).

La fermata del bus che Geoffrey prendeva tutte le mattine dista da casa solo due minuti a piedi. Cosa è successo in quei pochi metri? Leila e Geoffrey sono fidanzati da tre anni. Una vita normale, caratterizzata dalla routine. Insomma, una vita serena. Finora le ricerche dei carabinieri, ai quali la ragazza ha denunciato la scomparsa del fidanzato, non hanno prodotto risultati e Leila non sa più cosa pensare. "Se fosse stato rapito - dice - a quest'ora sarebbe arrivata qualche richiesta di riscatto. E se avesse avuto un incidente credo che il corpo ormai sarebbe stato già ritrovato".

Era una mattina come tante, quando Geoffrey è scomparso: "Mi ha preparato la colazione, come faceva spesso, poi mi ha dato un bacio e mi ha detto che ci saremmo sentiti nel pomeriggio. Ci sentivamo due o tre volte al giorno, ma quel giovedì non si è fatto più vivo. Ho avuto subito una brutta sensazione. L'ho chiamato più volte, anche all'ufficio della sua ditta di spedizioni di Paderno Dugnano, dove lavora, ma lì non è mai arrivato".

Quel giorno pioveva. Leila ha pensato che il suo compagno avesse potuto decidere di camminare fino in centro a Cernobbio per prendere un altro bus e così sotto la pioggia ha provato a percorrere il sentiero che taglia il paese fino alla fermata principale del pullman. "Temevo che potesse essere scivolato a causa del terreno sdrucciolevole - racconta Leila - o che si fosse sentito male mentre camminava, magari colto da un infarto, ma di lui nessuna traccia. Alla sera ho chiamato i carabinieri, ma ovviamente mi hanno risposto che avrei dovuto aspettare ancora qualche ora prima di denunciare la scomparsa del mio fidanzato. La notte non è rincasato e il giorno dopo ho sporto denuncia". Allora sono scattate le ricerche che si sono estese in più direzioni. E' stato passato al setaccio anche il Monte Bisbino, sopra Cernobbio. "Siccome nessuno lo ha visto andare verso la fermata del bus - continua Leila - ho pensato che per qualche motivo appena uscito dal cancello Geoffrey avesse deciso di incamminarsi lungo la strada che sale sul Bisbino, ma anche in questo caso le ricerche non hanno dato frutti".

Troppo buono e riservato Geoffrey per avere nemici. Nei giorni prima della sua scomparsa non aveva mai manifestato preoccupazioni: "Nonostante la crisi economica la sua ditta funzionava bene, tanto è vero che non ha mai dovuto tagliare il personale. Anzi, Geoffrey si stava dando da fare con nuovi progetti per migliorare l'efficienza della sua impresa soprattutto attraverso internet. Insomma, aveva molti stimoli e voglia di lavorare. Non riesco a immaginare che abbia potuto decidere di scomparire volontariamente né lo ritengo capace di un estremo gesto di disperazione".

Eppure Geoffrey è scomparso, come fosse stato inghiottito dal nulla appena uscito da casa. Nessun vicino lo ha visto. Quell'ultimo bacio dato a Leila è ora l'ultimo ricordo che lei ha di lui. "Quel giorno è uscito di casa vestito normalmente - racconta la ragazza - con jeans, maglione, camicia e cappotto. Non erano indumenti per poter stare fuori a camminare tutto il giorno o dormire fuori la notte. Con sé aveva il portafogli con i documenti e se avesse perso conoscenza per qualche motivo e, magari, avesse perso la memoria, qualcuno lo avrebbe potuto comunque identificare. Spero che diffondendo le sue foto qualcuno possa riconoscerlo e fornirci indicazioni utili a ritrovarlo. Da un mese e mezzo vivo nell'angoscia perché il non sapere cosa sia successo è insopportabile".

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