Sabato, 31 Luglio 2021
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Centro cottura, Lucini: "Dobbiamo farlo ora". Cariboni: "Una forzatura, progetto raffazzonato"

"E' una scelta di responsabilità. E io sono sicuro che dobbiamo provarci". Mario Lucini, sindaco di Como, 26 novembre 2015. "Quest'operazione è una forzatura, è raffazzonata e va spostata all'anno prossimo". Eva Cariboni, consigliera di...

"E' una scelta di responsabilità. E io sono sicuro che dobbiamo provarci". Mario Lucini, sindaco di Como, 26 novembre 2015.

"Quest'operazione è una forzatura, è raffazzonata e va spostata all'anno prossimo". Eva Cariboni, consigliera di maggioranza, 26 novembre 2015.

L'intervento durissimo di un altro consigliere di maggioranza, Gioacchino Favara (Pd, qui l'articolo in merito), non è stato l'unico fortemente dissonante della frattura politica determinata nel centrosinistra dal progetto per il punto unico di cottura a servizio delle scuole da realizzarsi nella primaria di via Isonzo. Il dibattito, come sempre acceso, si è fermato proprio appena prima della discussione degli emendamenti all'assesstamento di bilancio 2015 che chiedono lo stop all'operazione. Si riprenderà lunedì prossimo da quel voto cruciale. Probabile che ad assistere alla seduta, fra 3 giorni, si presenti una corposa delegazione di genitori, in particolare quelli con i figli iscritti alla primaria di via Isonzo e che, causa chiusura delle attività didattiche, verrebbero trasferiti nell'edificio che ospita la scuola media in via Picchi.

lucini-fascia-tricolore-2Tornando al dibattito in consiglio comunale, il sindaco - pur concedendo che, sulla localizzazione del punto unico, "stiamo facendo ulteriori valutazioni" - non ha mostrato dubbi sulla necessità di procedere come previsto: voto favorevole della maggioranza all'assestamento di bilancio con i 700mila euro necessari, bandi di gara per aggiudicare i lavori entro dicembre, intervento su via Isonzo dai primi mesi del 2016 per chiudersi entro dicembre, lavori su via Picchi per gli adeguamenti nella pausa estiva.

"Il problema delle 17 mense attuali c'è ed è grossissimo - ha affermato Lucini - Non possiamo continuare ad assumere 40 persone all'anno con contratti a tempo determinato per erogare un servizio ordinario, quella (dal punto di vista legale e normativo, ndr) è una situazione border-line o oltre. Dobbiamo organizzarci in modo diverso e il punto cottura unico risolve la questione oltre a rendere più moderno ed efficace il servizio di preparazione e consegna pasti, mantenendo il personale con i contratti a tempo indeterminato". Lucini ha citato anche "i verbali Asl e dei vigili del fuoco" che altrimenti imporrebbero al Comune imponenti lavori di messa a norma delle 17 cucine attuali (per una spesa quantificata in circa 600-650mila euro, ndr), ma ha sottolineato che "proprio per il problema legato al personale a tempo determinato, quella sarebbe una spesa enorme a fondo perduto e senza la cartezza di poter garantire per tutte le scuole il servizio di preparazione pasti, che invece andrebbe esternalizzato in gran parte; scelta legittima, questa, ma la dovrebbe prendere il consiglio". scuola-isonzo-26nov15Infine, sulla localizzazione di via Isonzo per la nuova cucina unica, il primo cittadino ha parlando di "scelta non piacevole da affrontare, ma accorpamenti tra scuole sono già avvenuti a Lora, Rebbio, Monte Olimpino, Albate. Inoltre, in via Isonzo oggi abbiamo 5 classi per 14 aule, 2 laboratori e 90 alunnni su una capienza di 253, mentre in via Picchi ci sono 7 classi per 18 aule, 5 laboratori e 156 alunni su una capienza di 325". Poi, come detto, il finale: "Non siamo sicuri di farcela, ma mi assumo questa responsabilità, sono sicuro di doverci provare". eva-cariboniDi parere radicalmente opposto la consigliera di maggioranza (lista Amo la mia città), Eva Cariboni: "Questo progetto è stato frettolosamente inserito nel bilancio 2015 senza una approfondita valutazione, non c'è ancora un business plan e alcuni dati parziali sono emersi soltanto fuori dalle sedi istituzionali. Mancano certezze sui costi".

"Sulla qualità dei pasti trasportati restano altri dubbi - ha concluso Caribonu - E poi, sul fronte del personale, il Comune non è un'azienda e ogni progetto deve tenere in conto anche i costi sociali e ambientali: siamo sicuri che non ci siano soluzioni alternative per le persone con i contratti a tempo determinato? Sono stati fatti gli approfondimenti necessari? E comunque, non ritengo questo progetto una priorità, visti i molti problemi delle scuole cittadine. Mi chiedo che fretta ci sia, per questo chiedo la decisione sia presa l'anno prossimo con calma e tenendo conto dei pareri delle famiglie perché oggi ci troviamo di fronte a una forzatura e a un'operazione raffazzonata".

https://www.youtube.com/watch?v=IsEXHFGBnvQ

Si parla di

Video popolari

Centro cottura, Lucini: "Dobbiamo farlo ora". Cariboni: "Una forzatura, progetto raffazzonato"

QuiComo è in caricamento