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Cronaca

La cattura dell'evaso Massimo Riella: la telefonata che lo ha fatto scoprire

Stava per cambiare identità

Una fuga durata oltre 4 mesi quella di Massimo Riella il comasco accusato di aver aggredito e rapinato due anziani. Riella è evaso il 12 marzo scorso approfittando di un permesso per andare a visitare la tomba della madre a Brenzio. Anche se si ipotizzano da parte degli inquirenti dei complici (probabilmente amicizie coltivate durante la sua detenzione al Bassone) che l'abbiano aiutato a spostarsi, ancora non è stato ricostruito chiaramente come si sia mosso dai boschi sopra il lago di Como fino al Montenegro (dove è stato infine arrestato il 16 luglio dai carabinieri del posto). Come riporta il Corriere della Sera il 48enne era pronto a cambiare identità: stavano per essergli spediti dei documenti falsi. A svelare questo piano e a contribuire alla cattura di Riella la telefonata della sua complice-amante che, proprio per mettersi d'accordo su dove inviarli, avrebbe fatto intendere (durante la telefonata intercettata) dove si trovava l'evaso. Tanti i numeri di telefono legati al caso tenuti sotto controllo dalla polizia penitenziaria e, infine, la pazienza è stata premiata. Ora Riella attende l'estradizione e una volta in Italia rischia fino a 10 anni di carcere. 

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