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Caso Sassi, il sindaco di Casnate stronca Sofia: "Contro di lei solo risentimenti e rancori"

Caso Sassi, il sindaco di Casnate stronca Sofia: "Contro di lei solo risentimenti e rancori"

Caso Sassi, il sindaco di Casnate stronca Sofia: "Contro di lei solo risentimenti e rancori"

Il dibattito infuocato all'interno del Pd - per ovvi motivi storici e di ruolo - tiene banco, ma da ieri anche nel centrodestra comasco l'acqua ha cominciato a bollire. Anzi, di più, come dimostra la lettera che riceviamo e volentieri pubblichiamo...

Il dibattito infuocato all'interno del Pd - per ovvi motivi storici e di ruolo - tiene banco, ma da ieri anche nel centrodestra comasco l'acqua ha cominciato a bollire. Anzi, di più, come dimostra la lettera che riceviamo e volentieri pubblichiamo da parte del sindaco di Casnate con Bernate, Fabio Bulgheroni. Il quale - non prima di dare una notizia "pura", ossia il mancato rinnovo della tessera di Fratelli d'Italia - interviene con toni durissimi sul documento riservato con cui Vincenzo Sofia ha chiesto al coordinamento provinciale di Forza Italia di "cacciare" dall'organismo (e forse, in prospettiva e visto lo strappo, anche dal partito), la consigliera provinciale Maria Grazia Sassi. La quale, agli occhi di Sofia, sarebbe rea di aver flirtato troppo con la presidente della Provincia, Maria Rita Livio (Pd), durante la gestazione del nuovo Statuto dell'ente. Bulgheroni spara a zero non soltanto sull'autore del documento in questione ma anche sul coordinatore provinciale e sottosegretario in Regione, Alessandro Fermi, parlando di "risentimenti personali", "ritorsioni" e "spettacolo penoso" in relazione alla battaglia interna contro Maria Grazia Sassi, della quale invece il sindaco di Casnate elogia lavoro, abnegazione e professionalità.

Di seguito, il testo integrale della lettera di Fabio Bulgheroni.

Leggo esterrefatto sul suo sito ampi stralci di una lettera di rara violenza e brutalità che il braccio destro del consigliere regionale Fermi ha inviato ai membri del direttivo provinciale di FI, contro la consigliera provinciale del suo stesso partito Maria Grazia Sassi, con incitamenti alla sua cacciata. Ma per favore.

La mia opinione come esponente del centro-destra.

Personalmente, non ho più rinnovato la tessera di alcun partito, data la grande confusione che regna in questo momento politico a tutti i livelli. Appartengo culturalmente ai valori e ai principi del centro destra e sono ancora grato a chi ha voluto onorarmi inserendo il mio nome tra i candidati al Parlamento europeo, pur sapendo in partenza che si sarebbe trattato di una mera testimonianza.

Sono stato recentemente rieletto sindaco del Comune di Casnate con Bernate con il 53 % dei voti presentandomi senza etichetta di partito, ma con una lista civica all'insegna della buona amministrazione, e i miei concittadini - benché il centro-sinistra nel mio paese sia notoriamente molto forte - mi hanno generosamente premiato.

La mia testimonianza istituzionale di sindaco

Voglio perciò testimoniare, in quanto l'ho vissuta direttamente come sindaco del mio Comune, insieme a tanti altri colleghi sindaci che la pensano allo stesso modo (a differenza del signor Sofia che non è nemmeno consigliere comunale, parla come "politicante" ma retribuito dalla stessa politica presso un assessore regionale di Bergamo) l'importanza del lavoro svolto dalla consigliera Sassi in Provincia in questi mesi, anche come presidente della Commissione Statuto. Caro Emanuele, come ben sa, dopo la grottesca riforma degli Enti locali del Governo Renzi, a carico delle Province è stato posto l'obbligo di adeguare i vecchi Statuti provinciali alla legge Delrio, prevedendo - per le province che non l'avessero fatto - il commissariamento con ulteriori aggravi di costi burocratici. Commissione non di centro sinistra ma paritetica.

A questo scopo, il Consiglio provinciale ha istituito al proprio interno un'apposita Commissione Statuto, non costituita in base alla maggioranza di centro-sinistra presente in Consiglio provinciale, ma su basi paritetiche, prevedendo cioè un componente di Commissione per ogni gruppo, con lo stesso peso : l'ex sindaco di Lomazzo Giovanni Rusconi (Lega Nord), e i consiglieri provinciali Guido Rovi (Verso una nuova Provincia), Emanuele Mambretti (Provincia Civica), e appunto Maria Grazia Sassi (FI). A presiederla, la Presidente della Provincia professoressa Livio aveva indicato un'esponente della minoranza del Consiglio provinciale (Forza Italia), in persona della consigliera Sassi (per via della sua esperienza quinquennale nella precedente legislatura): buona regola istituzionale sempre rispettata nei Comuni e nelle Province negli organismi regolamentari-statutari o di controllo super partes.

Comitato scientifico di esperti a costo zero

Come supporto tecnico-professionale, la Commissione Sassi - anziché elargire profumate consulenze a qualche luminare o a qualche docente amico degli amici buttando soldi dalla finestra - ha istituito un Comitato scientifico composto da alcuni segretari comunali di riconosciuta professionalità, con curricula di elevato profilo non solo professionale, ma anche scientifico, come il dott. Giovanni De Lorenzi , il dott. Vittoriano Borrelli e il dott. Domenico Esposito .

Un Comitato dunque qualificatissimo e. non solo, il dettaglio non è di poco conto - anche a costo zero. Grazie ad un accordo voluto dalla Commissione , il Comitato scientifico ha prestato la propria collaborazione professionale senza oneri a carico della Provincia e dei Comuni interessati. E scusate se è poco.

Obiettivo assemblea deserta: un flop significativo.

Con queste premesse, mi sarei aspettato che il consigliere provinciale Mario Pozzi e la consigliera provinciale Giola (anch'essa stipendiata dalla Regione) dessero una mano ad approvare lo Statuto. Ma anche no. Per motivazioni su cui è meglio stendere un velo pietoso, in cui entra un mix di valutazioni politiche (legate all'encomiabile attivismo della consigliera Sassi, che evidentemente dà fastidio a qualcuno ) e di risentimenti personali, sia Pozzi sia Giola, oltre che lo stesso Fermi hanno improvvisamente remato contro, puntando a far disertare l'assemblea dei sindaci e far mancare la maggioranza qualificata richiesta per l'approvazione dello Statuto. Un tentativo dell'ultima ora, credo irresponsabile, di cui sono stato testimone, che si è risolto in un clamoroso flop, considerato che lo statuto è stato approvato all'unanimità dai presenti in assemblea e che è bene ricordarlo in rappresentanza di 430.000 cittadini pari a circa l'80 per cento della popolazione comasca. Il sospetto che nasce con la lettera del signor Sofia è che probabilmente si è entrati nella fase delle ritorsioni. Basta polemiche - Lavorare insieme per la ricomposizione del centro-destra

Ovviamente mi auguro, che tutto si fermi qui, perché di questo passo Forza Italia offrirebbe uno spettacolo penoso, che limiterebbe il consenso di molti elettori del centro destra. Proprio strana la politica di questi tempi. Invece di ringraziare una propria esponente , che è in Forza Italia da sempre e che almeno per questa coerenza meriterebbe rispetto e considerazione, gli ultimi arrivati, si permettono ritorsioni e avvertimenti stile signor Sofia, quanto meno sconcertanti.

Mi auguro che si rifletta e si lavori per superare questi comportamenti. Il centrodestra in provincia di Como ha bisogno di essere unito non di attardarsi in polemiche grossolane e comunque sterili, ma di dedicare le proprie energie a costruire le condizioni per creare una vera alternativa al centro sinistra nella nostra provincia. Confido che il buon senso prevalga e che lo stesso signor Sofia rifletta sulla sua iniziativa invitandolo a meditare sul pericolo che passi così non portano lontano, favorendo invece il consolidarsi di una sinistra che non corrisponde alla grande maggioranza moderata dei cittadini comaschi.
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