Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Caso D'Alema e tangenti a Ischia: alla stessa coop l'appalto comunale da 36 milioni

Colpo di scena nella travagliatissima vicenda dell'appalto calore da oltre 36 milioni indetto dal Comune di Como e ormai risalente a quasi 3 anni fa. Il 26 marzo scorso, alla vigilia dello scandalo che ha travolto il sindaco di Ischia, Giosi...

Caso D'Alema e tangenti a Ischia: alla stessa coop l'appalto comunale da 36 milioni

Colpo di scena nella travagliatissima vicenda dell'appalto calore da oltre 36 milioni indetto dal Comune di Como e ormai risalente a quasi 3 anni fa. Il 26 marzo scorso, alla vigilia dello scandalo che ha travolto il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino (Pd) poi costretto alle dimissioni, e che sta indirettamente investendo anche l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, il Comune ha definitivamente aggiudicato l'appalto all'associazione di imprese formata dall'azienda Nelsa e dalla Cooperativa Cpl Concordia, esattamente quella al centro dell'inchiesta sulle tangenti ischitane. La vicenda, in sintesi, verte su presunte mazzette dalla storica coop rossa Cpl Concordia - 1.800 dipendenti in tutto il mondo, 461 milioni di fatturato - al sindaco di Ischia per ottenere l'appalto delle opere di metanizzazione dell'isola. Undici indagati, nove dei quali arrestati, con sullo sfondo - dicono i magistrati - un "sistema corruttivo" molto più ampio e diversi filoni d'indagine ancora "da approfondire".

Como e l'appalto calore non risultano nemmeno sfiorati dall'indagine in corso. Unico punto in comune con i fatti di Ischia - come già accennato - è la cooperativa Cpl Concordia, che sul Lario ha un ruolo di peso (31%) nel raggruppamento fresco vincitore della gara indetta da Palazzo Cernezzi, vinta grazie all'ottenimento di un punteggio di 99,66 su 100 (vennero ammessi altri 3 raggruppamenti, tra cui uno composto Acsm Agam, Manutencoop Facility Management ed Eurenergy). La gara è stata chiusa in via definitiva lo scorso 26 marzo dopo l'aggiudicazione provvisoria del gennaio precedente, ma per oltre 30 mesi si è trascinata tra rinvii, contestazioni, polemiche politiche di ogni genere.

In particolare, creò un polverone la lettera inviata a sindaco, giunta e consiglieri comunali da Lega Coop con cui si sollevarono moltissime obiezioni all'appalto, ai criteri richiesti e a numerosi altre questioni tecnico-economiche. Il Movimento 5 Stelle, soggetto politico tra i più contrari in assoluto alla gestione dell'appalto da 37 milioni, arrivò a chiedere la revoca della gara e un consiglio comunale specifico sul tema, ma le richieste non vennero accolte. Sempre i Cinque Stelle, però, produssero un lunghissimo documento (che cliccando qui potete leggere integralmente) nel quale sono riassunte sia la vicenda in sé, sia le contestazioni.

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