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Caso Cesareo, audace Legnani: "Ma quale sbaglio? Come un sopralluogo al cimitero"

Nei giorni successivi all'ormai celebre sopralluogo al palazzetto dello sport di Muggiò da parte della presidente della Commissione Urbanistica, Andrée Cesareo, assieme all'imprenditore Michele Malerba potenzialmente interessato a portare...

Nei giorni successivi all'ormai celebre sopralluogo al palazzetto dello sport di Muggiò da parte della presidente della Commissione Urbanistica, Andrée Cesareo, assieme all'imprenditore Michele Malerba potenzialmente interessato a portare investimenti sull'area ma anche titolare dell'ufficio dove la consigliera lavora, probabilmente la miglior scelta di comunicazione sulla vicenda è stata della stessa Cesareo. Una sostanziale difesa della propria buonafede nelle primissime battute, poi qualche concessione al fatto che forse quel sopralluogo non fosse stato il massimo e infine lo stop alle dichiarazioni. Una linea logica, tutto sommato, avallata anche dai vertici del Pd nelle ore successive, ma che non ha però salvato la maggioranza da una piccolo campionario di originalità comunicative postume in due atti.

spallino-comune-22dic14Dapprima tramite il tweet-con-l'occhiolino dell'assessre all'Urbanistica e papà della variante al Pgt, Lorenzo Spallino, che affidandosi a una citazione della canzone "Fango" di Jovanotti ha denunciato il rischio che si volesse fare di Andrée Cesareo "un'appestata" ma nel contempo ha rimandato a uno "sbaglio" della stessa (ne abbiamo parlato qui). Ma la presa di posizione più audace viene nientemeno che dal presidente del consiglio comunale Stefano Legnani (Pd). Ovvero dalla figura che a Palazzo Cernezzi è garante e arbitro super partes a tutela di ogni consigliere, di ogni gruppo e naturalmente dell'organo consiliare nel suo complesso.

stefano-legnani-2Eppure, a dispetto della nota ufficiale di tutti i gruppi di minoranza (fatta eccezione per la Lista per Como) con cui l'opposizione ha sollevato dubbi e perplessità sull'opportunità di quanto accaduto a Muggiò martedì scorso, Legnani ha commentato in questo modo proprio l'articolo sul tweet di Spallino, da cui apparentemente prende pure le distanze: "Ma quale sbaglio. Vi è un problema in città (il palazzetto di Muggiò) e la consigliera comunale, essendo un dovere degli eletti trovare soluzioni ai problemi, non ha fatto altro che mettere in contatto l'Amministrazione Comunale con qualcuno che forse potrebbe contribuire a risolverlo. Non doveva andare al Palazzetto? I consiglieri comunali per esercitare il loro ruolo fanno sopralluoghi nei cimiteri, nelle scuole, nelle palestre, ecc. Vi è un conflitto di interessi? Per il momento no; se dovesse verificarsi in futuro non dovrà fare altro che quello che debbono fare tutti i consiglieri comunali quando sono chiamati a deliberare su un argomento che riguarda loro, i loro parenti o i loro clienti: non partecipare alla discussione e alla votazione".

A parte che a consigliera non ha "messo in contatto" ma ha accompagnato fisicamente "qualcuno che forse potrebbe risolvere il problema", in poche righe si pongono tre questioni: il fatto in sé che il presidente del consiglio comunale, per funzione chiamato a essere super partes, in un caso comunque così delicato assuma pubblicamente (sebbene esprimendosi personalmente) una posizione così unilateralmente schierata a favore della propria collega di partito; il paragone con quanto accaduto a Muggiò (dove palazzetto e area sono chiusi al pubblico dal 2013, sono dunque stati appositamente aperti per la visita semi-privata che ancora non si è capito a che titolo è stata svolta mentre è in corso l'approvazione della variante al Pgt) con quanto accade in cimiteri, scuole e palestre ossia in luoghi già aperti al pubblico, per i quali il Pgt non sta per cambiare destinazioni e funzioni in maniera così notevole e delicata come per Muggiò e dove peraltro raramente si è visto un presidente di commissione accompagnare il titolare del proprio ufficio per valutare investimenti; infine, la sottolineatura del fatto che il conflitto di interessi non c'è "per il momento", cosa che però sembra far balenare che in nuce il rischio esista (sarebbe inevitabile, se alla fine l'imprenditore in questione riuscisse a fare da intermediario con investitori sul palazzetto).

A conti fatti, un intervento - quello di Legnani - che più che chiudere il caso, lo riapre in buona parte.
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