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Casetta, la controverità dei privati: "Dal Comune accordi violati e forzature incredibili"

"Una forzatura incredibile nei nostri confronti, persino poco rispettosa del Tar. E tutto in un silenzio assordante della politica". Non usa la piuma l'avvocato comasco Massimo Ambrosetti per esporre le ragioni rivendicate dalla società "Chops"...

Casetta, la controverità dei privati: "Dal Comune accordi violati e forzature incredibili"

"Una forzatura incredibile nei nostri confronti, persino poco rispettosa del Tar. E tutto in un silenzio assordante della politica". Non usa la piuma l'avvocato comasco Massimo Ambrosetti per esporre le ragioni rivendicate dalla società "Chops" che ha installato, pagato e avrebbe dovuto gestire l'ormai celeberrima casetta sul lungolago (dall'alba di stamane completamente smantellata). E dopo una quarantina di giorni senza esporsi in pubblico, ora il legale dei privati, d'intesa con Tatiana Khvostova in rappresentanza della società, va decisamente all'attacco di Palazzo Cernezzi. E, inutile dirlo, specialmente del dirigente all'Urbanistica Giuseppe Cosenza che dal primo giorno delle polemiche è stato in prima linea nel confronto/scontro con la società Chops e, parallelamente, con il Consorzio Como Turistica.

"Per la casetta la società ha investito 30mila euro e programmato l'assunzione di 9 persone, delle quali 3 che hanno lasciato un posto occupato precedentemente - spiega l'avvocato Ambrosetti - Poi, di colpo, ci si è trovati di fronte a un'autorizzazione concessa il 29 aprile e bloccata il giorno successivo. Come se non bastasse, visto che non venivano in alcun modo riconosciute le ragioni della società, non è rimasto altro che rivolgersi al Tar". Punto caldissimo, questo, perché ieri mattina - quando gli esponenti dell'amministrazione attendevano la società Ballerini per lo smontaggio della casetta - si era diffusa la voce che fosse in procinto di arrivare da Milano l'accoglimento della sospensiva rispetto alla rimozione, cosa che avrebbe bloccato l'operazione. "E infatti ieri in giornata - afferma il legale - abbiamo avuto un confronto con i dirigenti comunali Giovanni Fazio e Giuseppe Cosenza, oltre che con il legale di Palazzo Cernezzi. Ci era stato garantito che se la sospensiva non fosse arrivata, entro oggi a mezzogiorno avrebbero proceduto i privati stessi a smontare la struttura. Ebbene, la sospensiva è arrivata la sera di giovedì eppure con un atto di forza incredibile il Comune aveva già iniziato la demolizione della casetta, compiuta entro l'alba a dispetto degli accordi presi personalmente in precedenza. Un blitz notturno che non è stato rispettoso nemmeno del Tribunale e che ha lasciato tutti sbalorditi".

casetta-smontata-3Come non bastasse, i rappresentanti della stessa Chops, nel cuore della notte, si sono presentati sul lungolago e hanno chiamato una pattuglia della polizia. Ne è nato un confronto durissimo con i dipendenti di Csu (incaricata nel pomeriggio al posto della Ballerini mai tornata sul posto dopo pranzo) anche sull'utilizzo dei mezzi per trasportare i "pezzi" della casetta smontata. Tanto che, alla fine, da alcuni furgoni le parti sarebbero state scaricate e trasferite su un unico mezzo. "Anche su questo, cioè per accertare la perfetta regolarità di chi ha trasportato le parti della casetta, la società intende fare luce nelle opportune sedi", sottolinea Ambrosetti.

La chiusura è "politica". "Il silenzio dell'amministrazione è assordante in questa vicenda, gradiremmo sapere cosa pensano di questa forzatura e dell'atteggiamento tenuto dai suoi dirigenti".

In questo senso, peraltro, il sindaco Mario Lucini - nella videointervista rilasciata oggi a La Provincia - ha parlato di "vicenda spiacevole che si poteva risolvere in maniera più pacifica e sensata", ha sottolineato che "è stata data più di una proroga ai privati per la rimozione ma in assenza di interventi era doveroso per il Comune procedere" ammettendo però che "forse c'è stata qualche rassicurazione di troppo, magari verbale, sulla possibilità di fare quest'operazione, che ha dato qualche affidamento a qualcuno, anche se poi gli atti successivi non lasciano spazio a dubbi sulla legittimità di quanto fatto; è stato un po' tutto un pasticcio che si poteva evitare".

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