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Carlazzo, non dice che il marito lavora in Svizzera e ottiene il reddito di cittadinanza: denunciata

Indagine della Guardia di Finanza: il coniuge aveva auto di grossa cilindrata e un reddito invidiabile

Il marito ha una bella macchina di grossa cilindrata e un lavoro in Svizzera dal reddito invidiabile, ma lei dell'emolumento dell'uomo non ne ha fatto menzione nella presentazione della DSU (dichiarazione sostitutiva unica). Cosa che le è costata una denuncia alla Procura della Repubblica da parte della Guardia di Finanza di Como che a seguito di un controllo ha indagato e scoperto l'assenza dei requisiti per l'erogazione del reddito di cittadinanza.

Le fiamme gialle nel corso degli approfondimenti hanno ricostruito la reale situazione economica della coppia di Carlazzo, anche grazie alla
collaborazione del Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso, attraverso l’acquisizione del permesso di lavoro rilasciato dallo Stato elvetico, necessario appunto per l’attività da “frontaliere” del marito.

La donna è stata segnalata all’INPS per il blocco dell’erogazione e il conseguente recupero di quanto già incassato. Particolarmente severe possono essere le pene per l’illecito contestato, la reclusione infatti, a seconda delle circostanze, può arrivare nei casi gravi, fino a 6 anni con l’immediata revoca, ovviamente, del reddito di cittadinanza.

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