Caporalato a Inverigo, stranieri sfruttati a 3 euro l'ora per consegnare elettrodomestici: un arresto

Alcuni clandestini, lavoravano 16 ore al giorno consecutive per una paga da fame

Repertorio

Arrestato per caporalato a Inverigo: sfruttava lavoratori stranieri, alcuni clandestini, pagandoli 3 euro l'ora per trasportare e consegnare elettrodomestici per 16 ore al giorno. In manette un cittadino peruviano residente a Milano, arrestato nella mattina di martedì 2 luglio 2019. 

E' il bilancio dell'indagine della Procura della Repubblica di Como, svolta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Como, con il supporto dei Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Lavoro di Roma.

L'indagine

L’attività investigativa è durata circa 2 mesi: i militari hanno monitorato l'attività ritenuta illecita identificando e arrestando in flagranza di reato il titolare di un'azienda specializzata nel trasporto e montaggio di elettrodomestici. L'uomo, peruviano residente a Milano, è stato a lungo seguito nei suoi spostamenti che si svolgevano su tutto il territorio della Lombardia. L’attività lavorativa che si sviluppava fin dalle prime ore della mattina con carico di elettrodomestici presso un deposito di Inverigo, prevedeva consegne a domicilio dei consumatori, per conto di grandi catene di distribuzione.

La persona arrestata, nello svolgimento della sua attività di autotrasportatore, si avvaleva dell’impiego a vario titolo di alcuni lavoratori stranieri: tra questi un operaio di nazionalità albanese, al quale veniva corrisposto un compenso irrisorio se rapportato all’ impegno lavorativo svolto, che si protraeva anche oltre le 16 ore giornaliere; il tutto approfittando dello stato di bisogno e della sua condizione di clandestinità.

Lavoratori sfruttati e pagati una miseria

Nello specifico l'impiego avveniva su base giornaliera, a fronte del quale veniva corrisposta una retribuzione di 50 euro per 16 ore consecutive di lavoro, calcolata in circa 3,12 euro l'ora ed effettuando percorsi giornalieri che arrivavano anche 600 km totali in una sola giornata.

L’azienda di cui la persona arrestata è socio amministratore è anche risultata priva del Documento valutazione rischi e degli altri obblighi in capo al datore di lavoro previsti dalla normativa di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nelle prossime ore l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como Lecco verificherà tutte le posizioni lavorative dell’azienda interessata al controllo, al fine di definire l’eventuale commissione di illeciti amministrativi in materia di giuslavoristica e quantificare i mancati versamenti contributivi ed assicurativi ad INPS ed INAIL al fine di consentire il relativo recupero.

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