Cantù, minaccia di morte e perseguita per mesi l'ex socio: denunciato

Le telefonate dello stalker sono cominciate ad ottobre 2019, fondamentali le indagini della polizia locale

A Cantù è  avvenuta una storia di stalking che questa volta non vede coinvolti un uomo e una donna, ma due soci, o meglio ex soci.

All'inizio del mese di maggio 2020, un cittadino si è avvicinato ad un agente del nucleo radiomobile del Comando per segnalare le continue e pressanti minacce che, orami da mesi, subiva dall'ex socio. L'uomo ha raccontato di aver gestito, in passato, un bar con altri due imprenditori. A marzo 2019 la società era stata messa in liquidazione e si era deciso, di comune accordo, di riconoscere 20.000 euro al socio uscente con l'idea di costituirne una nuova senza più la sua partecipazione. La somma stabilita sarebbe stata dilazionata nel tempo con assegni settimanali di 200/300 euro. Una sorta di liquidazione concordata, per far uscire il terzo socio dall'attività, con l'approvazione di tutti, anche per andare incontro alle difficoltà economiche dell'ex-amico (che ora è senza fissa dimora). 

Non sempre però la somma pattuita era regolarmente versata e, anche se il residuo del dovuto è ora di poche migliaia di euro, l'ex socio ha cominciato a incrementare le telefonate che sono diventate vere e proprie minacce. 

Le minacce al telefono: "Attento ai tuoi figli"

Il caso è stato preso subito in carico dal nucleo di Polizia Giudiziaria. Grazie alle indagini e alle intercettazioni e man mano che si acquisivano diverse registrazioni telefoniche, si è capito che si trattava di vero e proprio stalkeraggio che ha creato, nella vittima stati ansiosi molto forti, considerando anche che lo stato psicologico del minacciato era già molto compromesso dagli ultimi mesi di lockdown. L'uomo esasperato aveva cambiato residenza e stile di vita e viveva in un perenne stato ansiogeno: se, per lavoro, doveva tornare a Cantù aveva paura di incontrare il suo persecutore.

Ecco, a titolo esemplificativo come riportato nel comunicato della polizia locale di via Vittorio Veneto, alcune delle minacce che riceveva quotidianamente: «... bastardo ti ammazzo a te e quell'altro del lago, ...io ti ho aiutato nella vita figlio di pxxxxxa...ti ammazzo e guardati i tuoi figli ...come riapri il bar ti fai un prestito e mi ridai i miei soldi...come riapri il bar (cfr. chiuso per il lockdown) mi fai il bonifico di 6.000 euro altrimenti va a finire male...tu mi devi dare 6.000 euro…..ci vediamo a quattrocchi».

Queste parole sono state considerate dagli inquirenti come il preludio di azioni delittuose, oltre che atti di stalker. Le telefonate e le minacce erano cominciate già lo scorso ottobre ma ultimamente erano diventate talmente pesanti da far cambiare residenza alla vittima per paura che le violente parole diventassero fatti. 

Una volta acquisite le prove e documentati gli episodi, gli agenti della polizia locale di Cantù hanno denunciato lo stalker alla Procura per i reati di minaccia e atti persecutori.

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