Fallimento Campione d'Italia, concluse le indagini: 19 indagati tra Comune e Casinò

Due diverse amministrazioni avrebbero agito per nascondere la crisi della casa da gioco

L’indagine della Procura della Repubblica di Como e della Guardia di Finanza lariana era iniziata nel 2017. Ora le fasi preliminari si sono concluse con 19 indagati, 18 persone fisiche e la società Casinò di Campione Spa.
I reati contestati si sarebbero perpetrati in un lungo periodo, dal 2013 al 2018, e riguardano la gestione del Comune di Campione d’Italia, che a giugno di due anni fa aveva dichiarato il dissesto, e la gestione del casinò, fallito poi a luglio.

Il Comune

Per quanto riguarda la gestione comunale, secondo gli inquirenti, durante due distinte amministrazioni sarebbero stati compiuti diversi reati, come la rinuncia ai crediti della casa da gioco, la modifica - svantaggiosa per il Comune - della convenzione con il casinò (riducendo di quasi i due terzi l’importo del contributo originariamente stabilito) e l’aggravamento del dissesto del Comune, soprattutto non esigendo il pagamento del contributo annuale da parte della casa da gioco e facendo ricorso ad anticipi di tesoreria per tappare quel buco.

Guarda il video dell'indagine della Guardia di Fianaza a Campione

Premesso che, come fa sapere la stessa procura, per tutte le persone coinvolte nell’indagine vale in questo momento il principio di presunzione di innocenza, per quanto riguarda l’amministrazione comunale le persone coinvolte nell’indagine a vario titolo sono: i due sindaci che si sono avvicendati in carica fino al settembre 2018, il vicesindaco in carica dal febbraio 2014, due segretari comunale, il capo dell’Area Economico Finanziaria all’opera dal 1998 al 2018, i componenti dell’organo di revisione del Comune che si sono succeduti dall’aprile 2011 al novembre 2017 e i redattori delle relazioni di bilancio per gli anni dal 2012 al 2016. Questi ultimi in particolare avrebbero approvato rendiconti di gestione che alteravano il risultato di amministrazione, indicando spese di personale maggiorate, per giustificare in realtà pagamenti di indennità integrative a persone a cui non spettavano. Sempre loro, nel biennio 2013/2014 avrebbero anche falsificato, riducendola, la quota del Comune dei proventi del casinò. Avrebbero anche gestito l’alienazione dei beni immobili legati all’area della casa da gioco, senza in realtà averne i titolo.
In più al sindaco e al vice sindaco in carica dal giugno 2017 al settembre 2018 e al segretario comunale in carica dalla fine del 2017, viene contestato l’abuso in atti d’ufficio per aver consentito a parenti del sindaco e del vice sindaco di conservare il pubblico impiego all’interno dell’ente.

Il casinò

Per quanto riguarda invece la società, sono indagati l’amministratore delegato e il consiglio di amministrazione per falso in bilancio e comunicazioni sociali e così anche i componenti del collegio sindacale in carica a luglio 2017.
Indagato anche un professionista incaricato dalla Spa. Nel suo caso si sospetta il falso in una relazione da lui redata e vari illeciti legati ai bilanci.

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