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Ca' d'Industria: una legge nazionale blocca la nomina del cda

Il governo Renzi – segnatamente il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia – ha messo nei pasticci il sindaco di Como, Mario Lucini, per la nomina del nuovo presidente, con annesso cda, della Fondazione Ca'...

Il governo Renzi - segnatamente il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia - ha messo nei pasticci il sindaco di Como, Mario Lucini, per la nomina del nuovo presidente, con annesso cda, della Fondazione Ca' d'Industria. Ricorderete che il precedente consiglio di amministrazione, già privato dell'ex presidente Paolo Frisoni "volato" nella giunta comunale a novembre, era scaduto a fine 2014. Ma, in realtà, i giochi per la nomina del nuovo organo di governo della casa di riposo erano sostanzialmente già chiusi: il nuovo presidente individuato dal sindaco (al quale spetta l'indicazione di 5 nomi su 7, gli altri due sono di Provincia e Regione) era l'ex dirigente pubblico ed ex manager della Tessitura Canepa di San Fermo, Clemente Auguadro. Per gli altri componenti del consiglio di amministrazione della Ca' d'Industria si ipotizzava qualche conferma e qualche addio (l'organismo precedente, oltre a Frisoni, era composto dall'ex parlamentare Gianfranco Tagliabue, dall'ex dirigente di Palazzo Cernezzi Angela Bertuzzi, dagli avvocati Simone Gatto e Gaspare Polizzi, dal dottor Domenico Piazzolla e dalla dottoressa Pierangela Torresani).

Per le nuove entrate, sia il Comune che la Provincia avevano comunque indetto due bandi di acquisizione candidature (Palazzo Cernezzi nel gennaio 2014, la Provincia a inizio 2015) da cui sarebbero poi dovuti emergere tassativamente gli eventuali nomi nuovi.

Nessuno, però, soprattutto a Palazzo Cernezzi, aveva fatto i conti - almeno fino a poche settimane fa, ed ecco perché le nomine attese sono in grosso ritardo - con il decreto legge del 24 giugno 2014, convertito in legge nell'agosto successivo, con cui il ministro Madia ha fissato due paletti che hanno scombussolato tutti i piani. La legge, infatti, sancisce che gli enti locali non possono più nominare pensionati nei cda di società controllate. E, se invece proprio un Comune volesse farlo, potrebbe soltanto nel caso in cui l'incarico fosse gratuito e comunque per un anno al massimo, senza possibilità di rinnovo (cliccando qui, la circolare esplicativa del ministro).

I riflessi sulla Ca' d'Industria? Totali, visto che il designato presidente, Clemente Auguadro, è pensionato esattamente come la stragrande maggioranza del consiglio di amministrazione uscente/uscito. Da qui, dunque, ecco il blocco della nomina dell'ex manager e la stasi totale sul rinnovo del board della casa di riposo.

Come ne uscirà Lucini? Difficile da dire. Di sicuro, in Comune si attendono delucidazioni formali dal ministero della Madia, quantomeno per avere la certezza che i nuovi vincoli ricadano in pieno sulla Fondazione Ca' d'industria. Nel caso fosse così (strada più probabile), al sindaco non resterebbero che tre strade: nominare per un solo anno Auguadro; nominare qualcun altro che non sia pensionato dall'elenco a disposizione; oppure riaprire la selezione delle candidature, con inevitabile allungamento dei tempi.

Di sicuro, a oggi, le nomine del presidente della Ca' d'Industria e del nuovo cda sono bloccate.

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