Bufera bando, Guarisco: "Cercavamo un comunicatore non un addetto stampa"

Valeria Guarisco, dirigente del settore Comunicazione di Palazzo Cernezzi, interviene sul bando per un nuovo incarico all'ufficio stampa finito nella bufera. Il nodo della vicenda è il mancato inserimento tra i requisiti dell'iscrizione all'Ordine...

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Valeria Guarisco, dirigente del settore Comunicazione di Palazzo Cernezzi, interviene sul bando per un nuovo incarico all'ufficio stampa finito nella bufera. Il nodo della vicenda è il mancato inserimento tra i requisiti dell'iscrizione all'Ordine dei giornalisti. Un aspetto su cui, però, la dirigente rivendica corretteza e trasparenza. "Non capisco la ragione di certi attacchi, peraltro quando sarei sempre stato disponibile a rispondere a eventuali richieste di chiarimenti o informazioni - premette Guarisco - Il bando viene contestato sulla base della legge 150 del 2000 che ha riformato il settore della comunicazione negli enti pubblici. Ma proprio lì vengono identificate due figure: l'addetto stampa, per cui è obbligatoria l'iscrizione all'Ordine, e il comunicatore che invece non prevede questo requisito".

La dirigente di Palazzo Cernezzi rivendica che la ricerca del Comune - per un incarico biennale con 40mila euro totali di compenso, aggiudicato alla collaboratrice di "Urbano Creativo" Elena Roda - sia stata proprio di un comunicatore e non di un addetto stampa. "A norma di legge quindi il requisito dell'iscrizione all'Ordine non era obbligatorio - sottolinea ancora Valeria Guarisco - Anche perché la vincitrice del bando non dovrà occuparsi di giornali e giornalisti, ma di marketing territoriale e comunicazione tramite social media e sito. E' del tutto evidente che anche il giornalista professionista può avere quelle conoscenze e può svolgere quegli incarichi, infatti molti hanno partecipato. Ma l'iscrizione all'Albo non era criterio dirimente e la legge non prevedeva alcun obbligo di inserirlo".

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