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Braga-Gaffuri, scontro finale tra i due Pd. Tagliabue attacca: "Via i vertici e il sindaco"

Oggi - semmai rivoluzione interna si consumerà - è sicuramente la parlamentare (e componente della segreteria nazionale del Pd) Chiara Braga la figura a cui si deve guardare per capire se e in quale misura il Partito Democratico di Como stia...

Oggi - semmai rivoluzione interna si consumerà - è sicuramente la parlamentare (e componente della segreteria nazionale del Pd) Chiara Braga la figura a cui si deve guardare per capire se e in quale misura il Partito Democratico di Como stia andando verso lo scontro finale oppure no sulla scia dello tsunami politico e giudiziario che si è abbattuto su Palazzo Cernezzi. Da lei, la più alta in grado sul Lario e ormai da tempo riferimento del gruppo contrapposto a quello dominato dal consigliere regionale Luca Gaffuri a cui invece fanno riferimento il segretario cittadino Stefano Fanetti, il mitologico "cerchio magico" di Albate e in ultima istanza il sindaco Mario Lucini, può discendere il via libera all'assalto contro il fortino gaffuriano oppure una strategia più attendista. Ma se la deputata è, per così dire, colei che può tirare i fili essendo da tempo in posizione critica anche sulla stessa gestione del partito nel capoluogo e in Comune, sono poi i colonnelli sul campo a dover condurre materialmente la battaglia nel tentativo di chiudere un'epoca di potere e aprirne un'altra con vista elezioni 2017.

fausto-tagliabueE allora ecco che, a fronte di interviste velenose ma comunque mai "insanguinate" di Chiara Braga, ha un senso trovare tra i commenti all'editoriale pubblicato qui stamane il nome dell'ex segretario della Cisl Fausto Tagliabue, esponente Pd vicinissimo alla parlamentare, componente della corrente che appoggiò Riccardo Gagliardi nella recente corsa per la segreteria provinciale poi andata al gaffuriano Angelo Orsenigo, e vera e propria bocca di fuoco contra i vertici dem attuali sia dentro sia fuori Palazzo Cernezzi. Queste le parole, durissime, di Tagliabue: "Da iscritto al PD credo che l'esperienza politica della giunta Lucini sia finita. Il PD cittadino e provinciale dovrebbe prenderne atto, chiedere scusa ai cittadini comaschi, assumersi la responsabilità politica di far finita qui la Legislatura Lucini (meglio deciderlo noi autonomamente che altri), cambiare gruppo dirigente e ricominciare da capo. Un anno di commissario in Comune a Como non ci farebbe male; l'iniziativa dei parlamentari e del territorio verso il governo per una soluzione straordinaria alle paratie può e deve comunque andare avanti. Paghiamo a Como la non discontinuità col passato e la supponenza nello stile di governo". Un affondo politico senza precedenti per durezza e precisione dei bersagli, che tra qualche giorno potrebbe essere riletto come l'inizio della "guerra".

alberto-gaffuri-pd-provinciali-2D'altronde, a fronte della attuale catena di comando nel Pd - quel mondo gaffuriano che va dal vicesindaco Silvia Magni al presidente del consiglio comunale Stefano Legnani, dal capogruppo Marco Luppi alla presidente della Commissione urbanistica Andrée Cesareo, fino al segretario dei giovani dem Tommaso Legnani, passando per i peones in consiglio e per i segretari cittadino e provinciale, Fanetti e Orsenigo - ecco, quel mondo ne ha un altro contrapposto, finora rimasto in minoranza ma pronto a contendersi il futuro del partito. Molti i nomi, oltre allo stesso Tagliabue. C'è ovviamente Gioacchino Favara, che peraltro porta il legame diretto con la Uil nella contesa; c'è l'ala più a sinistra-ambientalista, piccola ma combattiva, rappresentata da Guido Rovi; c'è uno spezzone della Cgil, sindacato che peraltro guarda a Giacomo Licata come prossimo successore di Alessandro Tarpini; c'è un ex di peso come l'ex presidente Acli e dimissionario da presidente del consiglio comunale, Franco Fragolino; c'è, fuori dal capoluogo, il Lariopoldo Alberto Gaffuri, finora molto silenzioso ma difficilmente ipotizzabile come comprimario a vita nel partito; c'è, come già detto, lo sfidante di Orsenigo ed ex vicesegretario provinciale, Riccardo Gagliardi; e c'è quel mondo articolato e liquido, ma scaltro e all'occasione feroce, che trova nel tandem di comando della Fondazione Volta formato da Salvatore Amura e Mauro Frangi l'articolazione nel mondo culturale ed economico.

palazzo-cernezzi-2Per sommi capi, due piccoli eserciti politici pronti a schierarsi per lo scontro finale, con due trofei che i bene informati danno in palio su tempi rispettivamente quasi immediati e di medio termine: la segreteria cittadina e, per il 2017, la scelta dell'uomo forte da candidare (anche vie primarie, nel caso) a sindaco, escludendo sin d'ora un bis di Lucini. Le riunioni si susseguono, la tensione nel Pd è alta: i colpi di scena, su questo non c'è dubbio, non mancheranno.

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