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Cronaca

Aperte le tre scatole con i reperti del delitto di Yara Gambirasio davanti ai legali di Bossetti

Gli avvocati di Como, Salvagni e Camporini: "23 provette che potrebbero essere analizzate"

Claudio Salvagni e Paolo Camporini, gli avvocati di Como che sin dal primo grado assistono Massimo Bossetti (condannato in cassazione per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio) hanno visionato per la prima volta e dopo 10 anni i reperti dell'indagine che ha visto la condanna del loro assistito che è in carcere dal 16 giugno 2014. 

I legali avevano fatto richiesta per poterli visionare cinque anni fa. Dopo una lunga battaglia in Cassazione, conclusasi lo scorso febbraio, gli avvocati di Bossetti hanno strappato soltanto la possibilità di osservare gli abiti della vittima e i profili di dna. Lunedì pomeriggio (13 maggio), davanti ai giudici della corte d'assise di Bergamo, in un'udienza a porte chiuse, i difensori e i propri consulenti hanno visionato quanto rimasto sigillato per anni in tre scatoloni.

Tra i reperti i leggins e gli slip

Cosa c'era in quelle tre scatole sigillate? Tra i reperti, i leggings e gli slip che indossava Yara quando fu rapita nei pressi della palestra in cui praticava ginnastica ritmica e sui quali fu trovata la traccia di dna "31G20", prima attribuita a "ignoto 1" e poi a Bossetti: quest'ultima è considerata la "prova regina" contro Bossetti. Quindi la maglietta, la felpa e altri capi indossati dalla tredicenne. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, però, oltre ai 54 campioni che contenevano quella traccia, hanno trovato anche "23 diluizioni", alcune riconducibili alla traccia 31G20, altre "anonime".

L'ipotesi di una richiesta di revisione del processo

"Come temevamo, i campioni sono stati conservati a temperatura ambiente, quindi vedremo che cosa ci potranno dire - hanno aggiunto i legali di Bossetti -. Probabilmente si sono deteriorati, e questo lo verificheremo". Rispondendo a una domanda dei giornalisti, i due avvocati hanno precisato: "Noi siamo seri, prima di parlare di richiesta di revisione dobbiamo fare delle analisi che ci diano la possibilità di chiederla, non possiamo fare un'istanza di revisione esplorativa".

"Ci sarebbe da scrivere un libro. Prima ci è stato detto che il materiale era tanto, poi che era poco, adesso capiamo che è tanto, se c'erano 23 diluizioni - hanno aggiunto i legali. Ora, però, soprattutto scopriamo che queste analisi erano ripetibili dal primo giorno. Il materiale c'era, mentre la corte d'assise d'appello e la suprema corte ci hanno detto che quel materiale era esaurito. Oggi abbiamo la prova che questo è un falso storico".

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